di Fabio BELLI (foto © Antonio FRAIOLI)

Il 7 maggio 1986 presso lo Stadio Ramón Sánchez Pizjuán di Siviglia andò in scena uno dei tanti cortocircuiti nella storia del calcio. Il Barcellona, col complesso storico della Coppa dei Campioni rispetto alla leggenda che il Real Madrid aveva costruito nella competizione, si giocava l’occasione della vita contro la Steaua Bucarest. Mai il calcio dell’Est aveva alzato la Coppa dalle Grandi Orecchie e i blaugrana si trovarono di fronte l’uomo del destino sbucato dal nulla. Helmut Duckadam da Semlac, villaggio della Transilvania che aveva prodotto una specie di Frankestein alto 195 centimetri che parò 4 rigori su 4, lasciando a secco il grande Barca. Dal nulla è arrivato anche Edoardo Motta, che la Reggiana si interrogava se confermare o meno tra i pali in una stagione delicata, a rischio retrocessione in Serie C. 4 rigori su 4 arrivati però dopo aver subito un gol: Motta, considerando anche la super parata su Scamacca al 95′, rende Biella mai così simile alla Transilvania. Per il resto una partita che si è sviluppata come un romanzo si racconta così: che dire, il 13 maggio la Lazio tornerà a giocarsi una finale proprio nella stagione più sofferta. Ed è già bello così, domani è un altro giorno, si vedrà.

PIÙ CALCI, MENO CALCIO – Avvio aggressivo dell’Atalanta, che dopo appena cinque minuti costruisce la prima occasione: De Ketelaere pesca Krstovic in area, ma Gila interviene con tempismo perfetto, anticipandolo un attimo prima del tentativo di dribbling su Motta in uscita. Dall’angolo che ne segue, Scalvini non riesce a dare forza alla conclusione di testa, favorendo di fatto un contropiede della Lazio che però si spegne senza esito. I nerazzurri continuano a spingere e al 9’ è ancora pericoloso Ederson, che mette un cross invitante sul quale Kolasinac sfiora il colpo di testa, con Motta costretto a deviare. La pressione della Dea non cala: al 18’ Bernasconi rientra sul mancino e serve Scalvini, che di testa manda il pallone di poco sopra la traversa. Pochi minuti più tardi, al 22’, su sponda di De Ketelaere, Zalewski prova la conclusione al volo ma trova l’intervento decisivo di Gila, che devia in corner. Al 24’ brivido per la Lazio: Motta si attarda nel palleggio con i piedi proprio davanti alla porta e riesce a cavarsela all’ultimo istante, evitando l’intervento in scivolata di Krstovic. Tre minuti più tardi i biancocelesti si fanno vedere in avanti con Cancellieri, che dopo un recupero alto prova la conclusione, ma Scalvini riesce a opporsi e ad allontanare il pericolo. Alla mezz’ora arriva il primo cartellino del match: Kolasinac viene ammonito per aver fermato con decisione la progressione sulla destra di Cancellieri. Al 38’ finisce sul taccuino dell’arbitro anche lo stesso esterno laziale, punito per un intervento duro su Ederson. Nei due minuti di recupero la Lazio prova a ripartire con Noslin, che cerca Tavares in profondità, ma Djimsiti legge bene l’azione e chiude con sicurezza.

ILLUSIONE ROMAGNOLI, PASALIC BESTIA NERA – In avvio di ripresa l’Atalanta torna a rendersi pericolosa: dopo pochi minuti De Ketelaere serve Krstovic, che però calcia centralmente trovando la risposta di Motta. All’11’ arriva un cambio forzato per i bergamaschi, con Bernasconi costretto a uscire dopo un duro intervento e sostituito da Bellanova. La Lazio risponde subito: al 12’ Basic mette in mezzo per Cancellieri, ma la difesa nerazzurra si salva. Al 16’ episodio chiave: su un pallone in area toccato da Gila, Motta non trattiene e Krstovic favorisce Ederson, che segna a porta vuota. Dopo un lungo controllo al VAR, però, l’arbitro annulla per fallo dell’ex Lecce sul portiere, lasciando il risultato invariato sullo 0-0. Al 23’ Sarri prova a cambiare qualcosa con un doppio cambio: fuori Marusic e Cancellieri, dentro Lazzari e Isaksen. Al 26′ cambia anche Palladino, con Zalewski, Kolasinac e De Roon richiamati in panchina per Raspadori, Kossonou e Pasalic. Nel finale di gara la Lazio perde Gila, costretto a uscire per un problema alla caviglia e sostituito da Provstgaard, mentre Dele-Bashiru prende il posto di Basic. Al 39’ entra anche Cataldi per Patric. Poco prima, Noslin sfiora il gol ma Pasalic salva in angolo. Proprio dal corner nasce il vantaggio biancoceleste: al 41’ Zaccagni pennella e Romagnoli, anticipando Djimsiti, insacca da vero centravanti. La gioia della Lazio dura però pochissimo, perché al 42’ l’Atalanta risponde subito: Krstovic fa da sponda per Pasalic, che calcia al volo e, complice una deviazione, batte Motta per l’1-1. Nel finale entra Scamacca al posto di Krstovic e, nei sei minuti di recupero, arriva l’ultima grande occasione per la Dea: al 95’ colpo di testa proprio di Scamacca, ma Motta compie un intervento decisivo deviando il pallone sul palo.

ROMAGNOLI A UN PASSO DAL BIS – In avvio di primo tempo supplementare l’Atalanta opera un altro cambio: al 4’ esce Scalvini, sostituito da Ahanor. Un minuto più tardi De Ketelaere disegna un cross preciso col mancino, Zappacosta sbuca alle spalle di Lazzari e fa da sponda di testa per Raspadori, che segna il possibile 2-1. La rete viene però annullata per la posizione irregolare dello stesso Zappacosta al momento del passaggio. Al 102’ arriva anche una mossa dalla panchina laziale, con Pedro che prende il posto di Zaccagni. Nel secondo tempo supplementare l’Atalanta prova a fare la partita mantenendo il possesso, ma la Lazio si difende con ordine, chiudendo ogni spazio e concedendo pochissimo. Al 12’ arriva il giallo per Scamacca, punito per un fallo su Pedro che regala ai biancocelesti una punizione interessante: sulla battuta di Nuno Tavares, il pallone arriva in area e Romagnoli si tuffa senza però riuscire a deviare in rete di testa. Nel finale viene ammonito anche Lazzari e, senza ulteriori sussulti, la sfida si trascina fino ai calci di rigore.

RIGORI, BENEDETTI RIGORI – La sfida si decide ai calci di rigore, dove la Lazio parte male con l’errore di Nuno Tavares, ipnotizzato dal portiere, e il palo colpito da Cataldi. L’Atalanta però non riesce a sfruttare l’occasione: dopo il centro iniziale di Raspadori, i nerazzurri si inceppano completamente dal dischetto, trovando sulla loro strada un super Motta. Il portiere biancoceleste diventa l’eroe della serata respingendo in serie i tentativi di Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere. A festeggiare è quindi la Lazio, che conquista la finale contro l’Inter: per Sarri si apre così la possibilità di sollevare un trofeo e centrare la qualificazione in Europa League al termine di una stagione tutt’altro che semplice.

IL TABELLINO

COPPA ITALIA

ATALANTA-LAZIO 1-1 (1-2 D.T.R.)

Marcatori: 84` Romagnoli (L), 86` Pasalic (A)

Tiri di rigore: Raspadori (A) gol, Tavares (L) parato, Scamacca (A) parato, Cataldi (L) palo, Zappacosta (A) parato, Isaksen (L) gol, Pasalic (A) parato, Taylor (L) gol, De Ketelaere (A) parato

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (90`+4` Ahanor), Djimsiti, Kolasinac (71` Kossounou); Zappacosta, de Roon (71` Pasalic), Ederson, Bernasconi (56` Bellanova); De Ketelaere, Zalewski (71` Raspadori); Krstovic (90` Scamacca).

A disp.: Pardel, Sportiello, Bakker, Musah, Sulemana, Samardzic, Obric.

All.: Raffaele Palladino

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic (66` Lazzari), Gila (77` Provstgaard), Romagnoli, Tavares; Basic (77` Dele-Bashiru), Patric (84` Cataldi), Taylor; Cancellieri (66` Isaksen), Noslin, Zaccagni (102` Pedro). A disp.: Pannozzo, Giacomone, Pellegrini, Dia, Ratkov, Belahyane, Hysaj, Maldini, Przyborek.  All.: Maurizio Sarri

Arbitro: Andrea Colombo (sez. Como)

Assistenti: Imperiale – Costanzo

IV ufficiale: Zufferli

V.A.R.: Abisso

A.V.A.R.: Maresca

NOTE. Ammoniti: 31` Kolasinac (A), 37` Cancellieri (L), 73` Sarri (L), 117` Scamacca (A), 120` Lazzari (L). Recupero: 2` pt, 6` st, 1` p.t.s.

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