di Giorgio BICOCCHI

Cosa aspettarsi dal viaggio al “Maradona”? Francamente poco se è vero che nelle precedenti trasferte al cospetto delle accertate “grandi” del campionato (Inter, Milan, Juventus, Como e Atalanta) abbiamo conquistato solo due punti, segnando due reti, peraltro nella stessa gara (a Torino). E poi – se e’ vero quello che trasmettono i muri di Formello – la squadra sembra pensare alla sfida con l’Atalanta da prima del viaggio a Firenze: quindi immaginiamo una Lazio in versione quasi sperimentale, con diversi titolari in panca, la mente a Bergamo e un occhio assente verso gli azzurri. Capita, eccome, quando il campionato non ha più nulla da dire da tempo e si è ormai vicini all’unica sfida seria e significativa di una stagione che un po’ tutti – a meno di un trionfo in Coppa Italia – non vediamo l’ora che finisca.




Impossibile, a quest’ora, immaginare quale undici Sarri schiererà. Se, ad esempio, ci sarà Isaksen, giustiziere degli azzurri nell’ultima sfida, oppure Cataldi o Dele. Mentre, ne siamo convinti, tutto il “Maradona” sarebbe felicissimo se fosse schierato Pedro, l’uomo che con i due gol all’Inter quasi un anno fa consegno’ il quarto scudetto agli azzurri.

Non sappiamo se il Napoli sarà appagato, distratto o maledettamente sul pezzo dopo il brutto pari di Parma. Lecito attendersi però una squadra – con la moltitudine di grandi individualità che possiede – che prenda di petto la gara, guidata dai suoi Superman (Mc Tominay, De Bruyne, Hoylund). E poi metteteci anche il gusto di batterci dopo che per tre anni di fila – passando dal gol di Vecino a quello di Isaksen – abbiamo vinto dopo confronti disastrosi in serie. Certo, presentarsi a Bergamo dopo un altro stop – dopo quello di Firenze, presumibilmente superati in classifica da altre squadre, magari collocati nella parte destra della classifica – non sarebbe un dato di cui andare fieri. Ma la stagione e’ questa, oggettivamente bruttissima dal punto d vista tecnico e ambientale. La speranza è quella di vedere una Lazio orgogliosa, che non chini la testa, che si proponga con coraggio e che risponda colpo su colpo. Accadrà? Bel quesito…






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