di Gisella SANTORO

Esistono partite che scivolano via senza lasciare traccia: sconfitte amare o pareggi a reti bianche dove la sfortuna si mescola a tiri imprecisi, e dove sembra non esserci spazio per giocate degne di nota. In questi contesti, dove mancano gol e parate spettacolari, è difficile individuare un vero protagonista. Eppure, anche quando il risultato lascia l’amaro in bocca, c’è chi corre, lotta e cerca di spaccare la partita per tutti i 90 minuti.




Nella Lazio di oggi, quel giocatore è Nuno Tavares che, anche nella partita contro la Fiorentina, è riuscito a lasciare il segno, confermando di essere l’elemento chiave del gioco biancazzurro. Negli ultimi due mesi, Tavares è diventato un perno fondamentale dello schieramento di Maurizio Sarri, che lo ha utilizzato con costanza sia da titolare che da subentrato, alimentando le scie positive di risultati della squadra.
Il segreto di questo rendimento sta in una gestione dell’infortunio ineccepibile. Lo staff medico e l’allenatore hanno dimostrato una pazienza rara: non lo hanno rischiato in gare delicate, comprese quelle di Coppa Italia, preferendo riconsegnare alla squadra un atleta al 100% della condizione fisica. Una scelta che oggi sta gratificando il giocatore e la squadra in termini di prestazioni e continuità.
Con una velocità esplosiva capace di spaccare in due la partita, Tavares trasforma ogni recupero difensivo in una minaccia offensiva. Se la stazza gli consente di vincere ogni duello, l’abilità nell’anticipo gli permette di gestire al meglio la propria fisicità, leggendo le giocate prima degli avversari.
Mentre l’ambiente biancazzurro vive momenti di tensione, lui resta concentrato solo sul campo. Ha dichiarato con umiltà di aver cambiato il suo modo di giocare per il bene della Lazio, adattandosi a un gruppo che, sulla carta, è ricco di talenti individuali che però, a volte, pecca di quella coesione necessaria per fare il salto di qualità.
Lui vuole essere il collante, l’uomo della solidità. E ha un sogno nel cassetto molto chiaro: alzare un trofeo. Dopo essere stato preservato nei turni precedenti, la Coppa Italia è diventata il suo grande obiettivo, il giusto riconoscimento per coronare il suo percorso di crescita e regalare una gioia a un ambiente che ha un disperato bisogno di nuovi eroi.






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