di Giorgio BICOCCHI

Da quanto tempo non battiamo la Fiorentina? Addirittura dall’ottobre 2023, recitano gli almanacchi. Fu un rigore di Re Ciro, nel recupero, a darci la vittoria nell’anno dell’addio, nel successivo mese di marzo, di Sarri e del breve e inquieto interregno di Tudor. Da allora solenni fregature, all’Olimpico come al “Franchi. Impossibile dimenticare i due rigori che, nello scorso campionato, condannarono Baroni allo stop in Toscana. E quello (clamoroso) non concesso su Gila nella sfida di andata: si era sullo 0 a 0 e se lo avessimo segnato chissà come sarebbe finita…
Senza contare che fu proprio la Viola a sgraffignarci la Conference all’ultima gara della scorsa stagione per il miglior computo degli scontri-diretti.




Fossimo nei viola giocheremmo alla grande questa sfida anche perché le successive trasferte in casa di Roma, Lecce e Juve spaventano alquanto pur avendo ancora cinque lunghezze di vantaggio sulle attuali “retrocedende”. Sarà gara, peraltro, tra due squadre dalle molteplici assenze. Noi ci siamo adeguati alla infermeria zeppa dei viola (che non avranno anche due squalificati) lasciando a curarsi anche Marusic e Maldini. Partita che conta parecchio per i viola, assolutamente nulla per noi assodato – ormai – che l’unico obiettivo sembra quello di evitare il nono posto per non disputare il turno preliminare di Coppa Italia a Ferragosto (ma pure questo “traguardo” sembra difficilmente praticabile in questa sciagurata stagione…). A meno che la notte di Bergamo e una successiva finale di Coppa vinta non conducano ad un epilogo assolutamente imprevisto…

Il trio d’attacco che dovrebbe schierare Vanoli – con Harrison, Piccoli e Fazzini – sembra arginabile se solo giocassimo con raziocinio, concentrati e stretti nelle marcature. E davanti, oggettivamente, Dia e’ più punta di Maldini semplicemente perché di mestiere, dal Villarreal alla Salernitana, ha sempre fatto questo.
Notte di ulteriore esame per Motta (il “Franchi”, pure in formato ridotto, e’ sempre un catino caldo) mentre c’è curiosità nello scoprire se Sarri schiererà davvero insieme Lazzari e Tavares (nelle interviste ha sempre detto che sarebbe tandem su cui andare cauti…). L’uomo che potrebbe far saltare il banco? Isaksen. Ma pure gli inserimenti di Taylor potrebbero far male ad una retroguardia in cui – De Gea a parte – tutti, indistintamente, hanno sempre offerto prestazioni ad intermittenza.






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