di Giorgio BICOCCHI

“Aho, avemo perso con le riserve della Fiorentina, altroche’…”. Proprio così, a Firenze il consueto replay: potevamo pure giocare tre giorni di fila senza mai segnare. La Lazio conferma i suoi disagi: non concretizza, subisce un gol da polli, non sa rimontare. Un film anonimo, già visto. De Gea, con due parate su Zaccagni e Ratkov, orienta il blitz viola. “Ma noi semo poveri poveri… senza rabbia, tecnica, qualità…”, il commento unanime a fine gara. In mezzo pure un rigore negato a Noslin, tanto per alimentare lo strazio infinito. Sabato a Napoli, il 22 a Bergamo: gli orizzonti – dopo una mini striscia positiva, pur effimera – tornano foschi…

Primo tempo

– Ma e’ Zaccagni che si mangia un gol oppure è De Gea che compie una grande parata? E’ il dubbio che pervade dopo appena due giri di lancetta. Lazio propositiva, anche sorretta da ritmo e trame. E Cancellieri, poco dopo, calcia pure addosso a De Gea;

– “Ma se metti due volte l’omo davanti al portiere e nun segni e’ colpa de Sarri?”, graffia subito un amico. Già…;

– Lazzari scorrazza ma incide poco. Dia, dopo un inizio promettente, si affloscia. Taylor non pervenuto. Basic, quanti errori! Insomma, la Lazio perde smalto, misura nei passaggi, pericolosità;

– Queste sono partite balorde. Non concretizzi e alla prima azione ben congegnata ti fregano. Così accade: Gosens salta su Lazzari e incorna alla grande. Tedesco vero nostro Belzebu’ avendoci segnato pure all’andata;

– Che succede dopo? La Viola controlla, noi facciamo la solita fatica boia a trovare spazi e pertugi. La qualità latita, il peso offensivo pure. Il tran-tran di passaggi in orizzontale e’ stucchevole. Insomma, il copione dell’anno riprodotto nel cantiere del “Franchi”;

– “Io metterei Isaksen, Cataldi e Noslin”, consiglia un amico di stadio. Sarri lo ascolterà?

Secondo tempo

– Ecco Noslin, insieme a Dele. Ricominciamo il tik tok che non porta a nulla…;

– Sarri si volta in panchina, chiama anche Isaksen e Pedro. La Fiorentina controlla, serra le fila. Non si fa fatica a limitare una Lazio così…;

– “Ma come faremo il prossimo anno, senza soldi e senza grandi giocatori?”, il grido di dolore di amici. Sarà un’altra estate sulla graticola, sicuro;

– Se a un certo punto a centrocampo comandano Patric e Dele vuol dire che la stagione e’ avara di qualsiasi successo. Fabbri viene richiamato al Var ma non concede un penalty su Noslin. “Ammazza, manco se te chiamano al Var ce dai er rigore…”. Cose da Lazio, cose da Fabbri;

– Ratkov impegna De Gea, anche Pedro. Ci facciamo irretire dai viola, brutti ma concreti. La Fiorentina resta un mezzo tabù: ormai non la battiamo da tre anni. Torniamo a Roma immalinconiti e preoccupati: pensare di guadagnare a Bergamo la finale di Coppa Italia così sfiduciati, senza gioco e senza gol ad oggi è pura utopia

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