di Giorgio BICOCCHI (foto © Antonio FRAIOLI)
Una buona notizia c’è a fronte di un’ora e mezza di non-calcio: la Lazio è riuscita finalmente a recuperare uno svantaggio. Ma il regresso rispetto alle gare giocate con Milan e Bologna è stato evidente. Chiaro ormai che questa squadra si esprima meglio in contropiede e di rimessa. Quando invece è chiamata a fare la partita, a prenderla di petto, a proporsi si inceppa perché priva di estri, qualità e fantasia. Un altro riscontro da consegnare poi alla sfera tecnica in vista del prossimo mercato: urge prendere gente in grado di calciare con pericolosità angoli e punizioni. Perche contro un ordinato Parma sarebbero bastati forse Sinisa e Veron – dalle loro “mattonelle” preferite – per prenderci i tre punti. E invece questo insulso pareggio ci lascia colpevolmente nell’oblio del Campionato.
Primo tempo
Parma piu’ deciso, piu’ motivato. I gialloblu’ lanciano un paio di segnali la cui pericolosità non cogliamo. E puntualmente Del Prato (ancora lui, come in epoca-Baroni) ci punisce in mischia
“Ammazza che sonno…Ma che stanno a pensa’? Alla colomba de Pasqua?”, si commenta in Tribuna. Ed in effetti è cosi: Lazio che più moscia non si puo’… Irrilevanti punizioni ed angoli. Peso offensivo inesistente. Solito tran-tran di passaggi ma in orizzontale
Mercenaro ammonisce un paio di gialloblu’ ma non riusciamo a cambiare passo. “Ma la squadra è questa, mediocre e scontata”, la sintesi che serpeggia in tribuna. Isaksen mezzo addormentato dopp le fatiche in Nazionale. Cataldi in difficolta’, Dele impalpabile. Ci vorrebbe un mezzo miracolo per rimettere in piedi questa partita
È bene ci dice quando Motta devia in angolo una bordata di Valeri, negando lo 0 a 2
Lazio zero tiri in porta mentre il Parma – ogniqualvolta si affaccia – sembra pericoloso e incisivo
“Primo tempo lerreralmente buttato… Te vojo a recupera’ sta partita…”, le riflessioni comuni. Una delle Lazio più insulse della stagione irretita e colpita da una squadra, il Parma, ordinata e niente piu’
Che ripresa attendersi? Con un altro spirito. Magari con Noslin e Dia. Anche se i giocatori da cambiare sarebbero 10, mica solo uno o due…
Secondo tempo
Facile giocare leggermente meglio dopo gli obbrobrii della prima frazione. Ci prova Dele. Poi Taylor. Insomma qualcosa facciamo. Sarri rivolta la squadra e gli sprint di Lazzari danno un minimo di benzina ad una squadra spenta
“Semo scarsi, senza attacco. Senza qualita’ ma almeno mettemoce un po’ de core”, ci scrive da casa un amico. Lazzari impegna Suzuki ma poi ricadiamo nei soliti errori. I corner sono una sciagura. E non ci sono idee..
Memore dell’andata Sarri spedisce dentro Noslin. E, dopo un triangolo con Taylor, TJ coglie l’angolo. “Ma perché non lo mette dall’inizio e invece sempre in corsa?”, il quesito che si alza rivolto al Mister
Il Var cancella un rigore causato da Tavares. Gli ultimi nostri assalti sono confusi. E il tiro finale alle stelle di Dele è la logica conclusione di una serata-no. “Facevo bene a resta’ a casa a finimme la pastiera”, il commento colorito di un tifoso scendendo le scale della Monte Mario. Già, difficile dargli torto…
















