di Giorgio BICOCCHI

“Aho, quasi un peccato che mo’ ce sia sta sosta…”. Roba strana il pallone… La Lazio, sulla graticola appena venti giorni fa a Torino, mette assieme la terza vittoria di fila. E mica era cosa scontata quest’anno… Un successo che – nonostante la classifica resti largamente deficitaria – va comunque festeggiato perché erano 7 lunghi anni che non segnavamo una rete al Dall’Ara (l’ultima fu di Immobile nel 2019…). Gara umile dei nostri con tre citazioni: Motta – che alla terza presenza in A para un rigore in trasferta sullo 0 a 0 – Taylor, regale con la sua doppietta. E Dia che tra gli attaccanti schierati e’ sembrato nettamente quello più in palla (autore in pratica dei due assist per i gol). Cambia poco in questa stagione da tregenda per tanti motivi. Adesso bisognerà recuperare qualche giocatore (ora pure Gila e’ ko…) e iniziare a prepararsi – senza mollare in Campionato – per la notte di Bergamo…




Primo tempo

– L’inizio sarebbe anche brillante, sempre in rapporto all’attuale situazione tecnica della squadra. Isaksen vivo, Marusic anche: insomma, e’ dalla corsia di destra che ci affacciamo;

– E proprio Adam – con una poderosa percussione – sfiora il vantaggio. “Daje che questi so’ stanchi”, ci scrive un amico pensando all’overtime giocato solo giovedì notte dall’Olimpico;

– Ma poi ci adeguiamo al classico “vorrei ma non posso” di questa asfittica stagione. Maldini mai entrerà in area, Pedro e’ più preoccupato di dare una mano a Nuno. E Isaksen – dall’altro versante – si spegnerà, fondamentalmente;

– Moro coglie l’incrocio dei pali. Ed e’ il segnale che il Bologna mica è stanco e/o appagato. Orsolini sbaglia qualche appoggio facile. Si fa male Gila (a quanti infortuni siamo arrivati? Davvero trentacinque?), entra Provstgaard. Davanti non combiniamo più nulla a parte un’altra accelerazione di Marusic. Praticamente giochiamo senza centravanti o punte vere. E, in partite così bloccate, il problema è serio;

– “Se er pallone non contemplasse er tiro in porta saremmo Campioni”, si scherza. Ma in fondo il riscontro rattrista, eccome;

– Cosa fare nella ripresa per accenderci in attacco? Provare Dia e Noslin, sicuro. E stare attenti a Dominguez e Cambiaghi perché Italiano li getterà nella mischia…

Secondo tempo

– Sarri ci ascolta: Pedro resta negli spogliatoi. Largo a Noslin. Ma Dele combina la frittata: retropassaggio corto e scontato, Motta atterra Castro. Ma Edoardo e’ poi reattivo sul conseguente penalty. Fossi un predestinato, Edo?;

– Il Bologna spinge. “Sembramo noi quelli che hanno finito de gioca’ giovedì a mezzanotte, mica loro…;, twitta un amico di stadio…;

– E infatti ci rintaniamo nella nostra trequarti nonostante Isaksen chiami Ravaglia – col sinistro – a un intervento risolutore. Il Bologna cambia gli esterni. Pure noi inseriamo Dia. E sarà la mossa vincente;

– “E’ pure tornata un po’ de fortuna, eh”, la riflessione generata dal nostro vantaggio. E’ un rimpallo infatti a consentire a Taylor di presentarsi da solo davanti a Ravaglia;

– Da qui in poi controlliamo e ripartiamo. Ancora Dia per Taylor: che raddoppio! Poi falliamo più volte il tris: con Cancellieri e Noslin;

– Il Bologna torna ad accelerare. Più con la forza dei nervi, in realtà. Motta smanaccia, Marusic toglie la palla dalla porta. Lazio umile mentre Capitan Patric – ancora una volta tra i migliori – chiama i compagni a salutare i nostri pochi tifosi (non residenti nel Lazio) presenti. Arriva il terzo squillo di fila, il quarto stagionale in trasferta. Non saranno numeri da record, sicuro, ma noi – quando la Lazio vince – ci sembra sempre di tornare bambini…






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