di Valerio Giuseppe BELLINGHIERI

Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa presso il Lazio Training Center di Formello alla vigilia del match di Serie A che vedrà opposta la Lazio al Milan allo stadio Olimpico:




I tifosi hanno raccolto il tuo appello e domani torneranno allo stadio. Che tipo di conferme ti aspetti dalla squadra rispetto allo spirito visto contro l’Atalanta e il Sassuolo?
“Io e i ragazzi siamo tutti contenti di giocare davanti alla nostra gente in uno stadio finalmente pieno. Li ringraziamo e speriamo di farlo anche sul campo, anche se la partita è difficilissima. In un momento in cui il rischio potrebbe essere proprio quello delle motivazioni, il loro ritorno ci darà una mano. Detto questo, la squadra al di là di due o tre partite completamente sbagliate, per il resto a livello di impegno e dedizione non si può imputare molto. Nell’ultima partita abbiamo fatto benissimo come approccio e come credibilità nella gestione della gara, anche se ci sono stati momenti di flessibilità che dobbiamo correggere.”

Che tipo di Milan si aspetta domani e che gara chiede alla squadra sotto l’aspetto tattico?
“Il Milan ha caratteristiche ben definite. È una squadra di tipo fisico anche quando non sembra in controllo della partita, con qualità tecniche e fisiche elevatissime. Dobbiamo essere bravi a non concedere campo aperto, perché hanno accelerazioni devastanti, e allo stesso tempo evitare il gioco aereo perché sono forti su entrambe le palle. Partita difficilissima.”

Con Romagnoli in dubbio e Cataldi out, conferma Patric in regia o c’è la possibilità di utilizzare Taylor in quel ruolo?
“Stiamo provando con entrambe le soluzioni in questi giorni, domani decideremo. Romagnoli cercherò di valutarlo fino a domattina, ma la situazione non è semplice.”

Senza Guendouzi, Vecino e Basic quanto è più difficile gestire i calci da fermo? E riguardo al calore dei tifosi nei suoi confronti, con la Curva che ha annunciato un tributo speciale domani: sente che i laziali l’hanno capita e quanto peserà sulle sue scelte future?
“I tifosi avranno un peso su tutte le decisioni, anche quelle passate. È un ambiente che mi piace, con cui sono in sintonia. Mi chiedono un saluto e mi fa piacere. Solitamente non vado sotto la Curva per rispetto verso i miei giocatori, che devono avere il palco prima, durante e dopo la partita. Ma domani penso che andrò. Sui calci piazzati: in questo momento sono un problema per limiti strutturali. Cambiando spesso la formazione cambiano anche gli esecutori, e questo non agevola i risultati. È un problema che dobbiamo superare.”

Si aspettava un impatto così forte da Modrić? È un profilo che le piacerebbe avere alla Lazio o preferirebbe puntare su calciatori più giovani?
“Modrić è un mostro di umiltà. Alla sua età rimettersi in gioco con questa determinazione, esprimendo questa tecnica e questo rendimento anche in fase difensiva, è straordinario. Si parla di uno dei più grandi giocatori di quest’epoca. Avere un Modrić giovane è il sogno di ogni allenatore. Come Pedro, si tratta di fuoriclasse con una testa particolare. Gestire la fase finale della carriera è difficilissimo, e quando si prende un giocatore del genere bisogna essere sicuri delle caratteristiche mentali, altrimenti è un rischio.”

Ha spesso parlato di libri da scrivere riferendosi a Dele-Bashiru, Ratkov e Przyborek. In queste ultime partite intende dargli più spazio e continuità?
“Se chiedo ai miei giocatori di puntare a certi obiettivi, devo essere il primo a farlo, quindi scelgo sempre chi ritengo possa garantire il risultato. Dele-Bashiru è molto giovane, il primo mese era ancora in fase di ambientamento, ora sta mostrando segnali incoraggianti dal punto di vista tecnico. Vedremo quando sarà pronto per giocare con continuità in questo campionato.”

Lazio e Milan si sono già affrontate due volte tra novembre e dicembre con risultati equilibrati. Domani però ci saranno 5-6 effettivi diversi: si aspetta una partita simile o sarà tutto diverso?
“Il Milan ha momenti nel corso della partita in cui ti lascia la sensazione di essere tu a giocare, ma non è così. Come dico sempre alla squadra: il momento più pericoloso contro il Milan è quando abbiamo la palla. È lì che il rischio è maggiore, perché in transizione sono eccezionali.”

Come sta Zaccagni, fisicamente e mentalmente? Non segna da tempo e sembra stia vivendo un momento non semplice, anche condizionato dall’infortunio.
“Ha fatto una stagione complicata, partita con l’operazione alla coscia e proseguita con continui problemi che non gli hanno permesso continuità in allenamento. Però, se vogliamo essere onesti, nelle ultime partite sta crescendo. Spero faccia un buon finale di stagione, se lo merita per come si sta applicando e per come ha reagito alle difficoltà.”

La crescita di Dele-Bashiru nell’ultimo periodo sembra evidente a tutti, anche nell’arco dei 90 minuti. Può essere un uomo chiave domani contro il Milan?
“È sicuramente uno dei più in crescita. È partito attaccando gli spazi solo in pressione, ora lo fa anche senza palla. Fisicamente ha doti enormi. Tatticamente deve ancora migliorare in certe situazioni, ma le sensazioni cominciano a essere positive. È un libro ancora da scrivere.”

Cosa Sarri può invidiare ad Allegri e viceversa? E sul futuro: il DS Fabiani ha confermato la volontà di proseguire il progetto. Cosa orienterà le sue riflessioni estive: il rapporto con la società, le prospettive, il mercato?
“Fabiani ha detto cose che sono dati di fatto: ho un contratto lungo più di due anni. Se la società non è contenta o se io non sono contento, ne parleremo, ma la situazione attuale è quella. Si prospetta però nuovamente un anno zero, perché ci sono tante scadenze di contratto e se non verranno rinnovate si aprirà una nuova situazione di ripartenza. Sono alla Lazio e mi trovo bene. L’Atalanta è la società che ha fatto il salto più alto in Italia e qualcosa da invidiare c’è.”

Nell’ultima conferenza prima della Coppa Italia aveva detto che la Lazio ha bisogno di un anno uno, non di un altro anno zero. È pronto a fare davvero un altro anno zero?
“L’ideale sarebbe l’anno uno, però la situazione attuale lascia prospettare l’altra. Abbiamo un contratto per almeno due anni: se la società è contenta e io sono contento, faremo una valutazione insieme.”

Sulla questione portieri: Motta ha risposto bene contro il Sassuolo. Da qui alla fine avrà spazio anche Furlanetto per capire chi dei due potrà essere il titolare, anche in prospettiva futura?
“Penso che bisogna puntare su uno e cercare di farlo crescere. Sono due ragazzi con poca esperienza: uno ha una ventina di presenze tra i professionisti, l’altro dodici o tredici. Entrambi sono in fase di formazione. In questo momento stiamo provando con Motta e vedremo nelle prossime partite.”






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