di ARIANNA MICHETTONI
Provedel 5 – Persa un po’ di sicurezza sulle uscite, forse condizionato da una difesa che lo impensierisce. Il pareggio di Pasalic è tanto da attribuirgli quanto la prodezza di un tiro baciato dalla fortuna.
Marusic 5 – Il gol di Musah rovina quanto di buono costruisce nel corso della partita: prima non causa pericoli, né subisce errori sostanziali. La sua prestazione è un crescendo sincopato: acquisisce presenza e compattezza, anche aiutato dai compagni di fascia. Ma a difesa schierata, non riesce nei contrasti di gioco. Qualcuno gli dica che è possibile spendere un fallo tattico.
Gila 6 – Gioca 30 minuti di assestamento, poi trova la posizione adatta a reggere tutta la difesa. È incolpevole su entrambi i gol subiti.
Romagnoli 5.5 – Non gli riescono le cose semplici – tipo spazzar palla, per sbrigliare complicate situazioni difensive.
Nuno Tavares 6 – Una sufficienza tiratissima, media ponderata tra una fase offensiva di grande intensità e di grande supporto, e una fase difensiva ancora imperfetta – e causa dei tentennamenti di Sarri sulla sua titolarità.
Dele-Bashiru 6.5 – L’Atalanta è il drappo rosso agitato davanti ai suoi occhi: tira fuori una prestazione più che buona, coronata da un gol bello (ma poco efficace). Già nel primo tempo, quando i suoi arrancano alla ricerca della giusta collocazione, è a suo agio tra centrocampo e attacco.
Cataldi 6 – Coraggioso e determinato, mostra reale attaccamento correndo e coprendo diverse zone di campo. Il più costante nel ruolo, non ha picchi e neppure vistose distrazioni.
Taylor 5.5 – Paga la fatica e l’eccessiva stanchezza. Sarri è costretto al cambio, sostituzione che aumenta la precarietà di un centrocampo che fatica a trovare continuità. Il primo a dar l’esempio e a tentare il tiro da fuori. (Dall’83’ Belahyane 5.5 – Entra per necessità, ma non riesce a contenere i danni: il gol di Musah scaturisce anche da una sua leggerezza)
Isaksen 6 – Mostra buona tenuta mentale. Non rinuncia alle accelerazioni e tenta di saltare l’avversario – che, comunque, punta. (Dal 64’ Cancellieri 5.5 – Si perde nei minuti che passano e si fanno frenetici, incapace di entrare davvero nel ritmo di gioco)
Maldini 6 – La palla a Fisayo, dell’effimero vantaggio, salva una prestazione di errori di formazione – quindi giustificabili, perché dovuti all’esperienza da fare. Che sia vano il tentativo di Sarri di tenerlo falso nove? (Dal 76’ Dia 6.5 – Un attaccante che sa attaccare, quando e se ne ha voglia. Trova il gol seguendo l’istinto, peccato non venga premiato dalla costanza)
Zaccagni 5.5 – Spento nella prima frazione di gioco, quando manca di agire il ruolo di capitano pure verso l’arbitro. Cresce nel secondo tempo, quando la Lazio trova forza nella “disperazione” – quella di dover salvare una stagione. (Dal 76’ Noslin 6 – La sua vera efficacia, ad oggi, è l’ingresso a partita in corso. Ha un brio che trascina i compagni e in dieci minuti aiuta nella costruzione del brevissimo vantaggio. Peccato che né lui, né gli altri, sappiano tenerlo)
All. Sarri 7 – Nessuna cifra potrebbe quantificare la gratitudine per aver disputato una semifinale di Coppa Italia. Nonostante le vessazioni, l’imbarazzo causatogli da questa situazione e la sfortuna ad assillarlo, riesce a creare per i suoi le condizioni per disputare una buona partita, pur contro un avversario superiore in tutto. In tanti lo capiranno quando sarà ormai troppo tardi.
















