di Giorgio BICOCCHI
Chissà che partita sarà tra il Torino (25 gol all’attivo) e la Lazio (appena uno in più…). Si rischiano sbadigli a iosa, magari al termine di un pomeriggio soleggiato, passato nel verde dei parchi… A questo ci ha ridotto questo Campionato mai nato, dominato da polemiche, ingiustizie arbitrali, il letargo societario, l’addio dei tifosi…
Eppure servirebbe uno squillo tanto per dire…la Lazio c’è’. Perché ormai arriviamo alla domenica quasi neppure sapendo che squadra affrontiamo tanto e’ scollato il nostro mondo. Si, servirebbe uno squillo, un successo se è vero che – da prima di Natale ad oggi – abbiamo brindato solo tre volte: a Parma, a Verona su autorete e col Genoa, complici due rigori. Non sappiamo se Sarri farà riposare – in vista della sfida di mercoledì alla Dea – qualcuno. Ma la speranza è quella di vedere una squadra con la testa sulle spalle, che combini qualcosa in attacco e che corra e lotti.
Certo l’avversario non sarà accomodante perché – non vincendo – il Toro rischia davvero di finire con tutti e due i piedi nel guado della lotta per non retrocedere. Obiettivamente, pur in una sfida tra due squadre asfittiche e malate di gol, il Toro, pur senza il funambolo Adams, sembra avere più risorse a disposizione posto che Simeone ci ha quasi sempre segnato e che Zapata, quando si incurva e inizia a correre, e’ sempre un avversario tosto. A chi chiedere tra i nostri una prova d’autore, magari prenotando la ribalta anche per mercoledì? A Zaccagni, a Tavares, se sarà in campo, a Isaksen. Ecco se servissero assist potremmo anche compiutamente valutare Ratkov che sarà francobollato da Coco, non certo un carneade…Cosa augurarsi da questo viaggio in Piemonte, malinconico perché sarà dominato dal silenzio di uno stadio vuoto e in piena contestazione? Un po’ d’orgoglio. Un po’ di fortuna, pure… Ormai ci attacchiamo a tutto pur di non staccare definitivamente la spina e ritrovarci a Ferragosto per il turno preliminare di Coppa Italia…
















