di Giorgio BICOCCHI

Pure la buona tradizione favorevole col Torino evapora nella balorda stagione che viviamo. “Ormai ste partite so’ tutte uguali… Non segni mai… E se vai sotto non recuperi mai… tutto scontato…”. Nel commento di un amico l’esatta sintesi di ciò che – ormai da mesi – sta accadendo. La Lazio, da prima di Natale ad oggi, ha vinto solo tre gare. I problemi restano gli stessi, le crepe si dilatano. Al Torino basta una gara ordinata per guadagnare tre punti (e adesso è solo a -4 da noi). Simeone, come al solito, vede rosso quando ci incontra. Zapata raddoppia in solitudine. In mezzo una partita neanche ricca di orgoglio, condita da errori ed approssimazione. Pensare di eliminare l’Atalanta di Coppa in questa situazione di oggettivo regresso sembra davvero una utopia…




Primo tempo

– Subito un bel rigore negato per un “mani” in area granata. Ma l’annata è questa, ormai è andata così…;

– Ci proporremmo anche con un certa continuità. Ma poi i buoni propositi naufragano nelle vicinanze dell’area. Inconsistente Cancellieri, a Ratkov non arriva una palla. Zaccagni pare in palla: orienta ma non conclude;

– Lo svarione però arriva all’improvviso: su un pallone vagante Provedel e a Pellegrini non si capiscono. E Simeone ringrazia… “Manco in Eccellenza segnano gol così facili… ma come se fa?”, si commenta;

– La reazione si concretizza in un tiro blando di Belayhane. “Ma che j’ha tirato uno straccio bagnato?” Eh, una cosa simile;

– La gara non lievita. Il Toro gradisce le giocate di rimessa, si acquatta e riparte. Noi, con lo stucchevole tic-toc, non faremmo male a una mosca. “Figurate, quanno passamo in svantaggio ce fosse na’ volta che recuperamo…”, profetizza un amico di stadio. Speriamo che si sbagli anche se la Lazio amorfa che abbiamo visto non induce all’ottimismo… E infatti così sarà…

– Che fare per riacchiappare la partita? Togliere Cancellieri, Ratkov, Pellegrini e inserire Isaksen, Noslin e Tavares. E poi accendere un cero e sperare nel ribaltone…

Secondo tempo

– Sarri ne cambia due ma il Toro raddoppia quasi subito. Zapata salta indisturbato in mezzo a quattro dei nostri. Provedel manco e’ reattivo ed opla’, siamo 0 a 2;

– Qui inizia l’ennesimo “vorrei ma non posso” di questa stagione orribile (altri tre mesi durerà, mamma mia…). La squadra ha poche idee, scarsa qualità e un attacco che non punge. Noslin ci prova dalla distanza ma Paleari c’è’;

– “Quando arriva la domenica è come se me dessero una pugnalata”, la riflessione amara ma realistica. Anche perché ormai la Lazio sciorina mestamente il suo copione. “Se il calcio non prevedesse i gol saremmo Campioni…”. Già…;

– Il finale – almeno quello – regala qualche palpito. Romagnoli sfiora l’1 a 2, Tavares si impegna a fondo ma in mezzo, come consuetudine, facciamo cilecca;

– Insomma, grazie a noi, resuscita anche il Toro. E anche la nostra imbattibilita’ esterna – che durava da fine novembre – sfiorisce. Siamo appena ad inizio marzo ma già vorremmo – esausti come siamo – che su questa stagione calasse una pietra tombale…






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