Giornata destinata a segnare un passaggio chiave per la Lazio, che ha presentato ufficialmente il progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio. L’obiettivo illustrato dal presidente Claudio Lotito è chiaro: trasformare l’impianto romano nella nuova casa biancazzurra, restituendogli centralità e prestigio attraverso un intervento di recupero che valorizzi l’opera originaria di Pier Luigi Nervi. Il concept architettonico ruota attorno all’idea di “due stadi in uno”, con una struttura moderna che si integra e protegge quella storica.




Il piano prevede il consolidamento dell’attuale impianto in cemento armato e la realizzazione, al di sopra, di una nuova struttura sospesa in acciaio, leggera e funzionale, destinata a sostenere la copertura. La capienza complessiva sarà di 50mila posti: 20mila ricavati dall’anello originario progettato da Nervi e 30mila frutto dell’ampliamento. La copertura rappresenta uno degli elementi cardine del progetto, ispirata a soluzioni già ipotizzate dall’ingegnere romano, con l’obiettivo di proteggere la struttura esistente dalle infiltrazioni e restituirle piena efficienza.

Secondo gli studi presentati, il Flaminio – unico stadio cittadino concepito specificamente per il calcio – garantirebbe una visuale fino al 50% più ravvicinata rispetto allo Stadio Olimpico. Il restyling punterà anche su comfort e sostenibilità: previsti pannelli solari in grado di produrre circa 1,4 milioni di kWh all’anno, con l’ambizione di raggiungere l’autosufficienza energetica e, in alcune fasi, immettere energia nella rete.

Tra le modifiche annunciate figurano l’eliminazione delle quattro torri faro, considerate impattanti, e la sostituzione delle attuali recinzioni con barriere in cristallo a basso impatto visivo, sul modello di quelle dell’Acquario di Genova. L’area sarà ripensata come un polo culturale e sociale, con spazi hospitality, ristorazione e attività commerciali, in un’ottica di fruibilità anche oltre il giorno gara. Centrale sarà la mobilità sostenibile: parcheggi delocalizzati, potenziamento del trasporto pubblico, incentivi alla mobilità pedonale e ciclabile e creazione di una cintura verde per mitigare l’impatto ambientale e acustico.

L’investimento stimato è di 480 milioni di euro, di cui 80 in autofinanziamento; la restante parte sarà gestita attraverso una newco controllata al 100% dal club, scelta – ha spiegato Lotito – necessaria per non appesantire il bilancio societario. L’avvio dei lavori è previsto nel primo semestre del 2027, con conclusione nel 2031, seguendo un iter burocratico analogo a quello intrapreso dalla AS Roma per il proprio impianto.

Nel corso della conferenza, Lotito ha ribadito che il progetto nasce per dare un futuro stabile e sostenibile alla società, respingendo con fermezza le voci su una possibile cessione del club: la Lazio, ha sottolineato, non è in vendita. Il presidente ha rivendicato il percorso di risanamento finanziario compiuto negli anni, ricordando il peso dei debiti ereditati e annunciando che dal 2027 la società potrà contare su nuove risorse da reinvestire.

Infine, è stato anticipato il piano strategico “Lazio 2032 – Sogno responsabile”, un programma quinquennale fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sportiva. L’orizzonte temporale guarda anche a UEFA Euro 2032: l’idea è candidare il nuovo Flaminio tra le possibili sedi ospitanti, inserendo il progetto in una visione più ampia di rilancio strutturale e identitario del club.






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