di Giorgio BICOCCHI (foto © Antonio FRAIOLI)
“E’ Carnevale ma il campionato è già finito. Da quanto non accadeva?”. All’uscita di un grigiastro sabato biancazzurro la sintesi di un appassionato. La Lazio manco dispiace sotto il profilo dell’applicazione. Colpisce due pali, di jmpegna, corre. Ma la maggior tenuta della Dea – pur con la mente già protesa a Dortmund, mica quisquilie – ha la meglio. Paghiamo dazio un po’ per la fatica accumulata nelle due ravvicinate gare, per continui infortuni ma pure per l’atavica difficoltà a fare gol. L’ultima constatazione è amatissima: contro le grandi della A abbiamo conquistato solo 5 punti in 10 gare. La società la chiama riorganizzazione. A noi sembra un malinconico e graduale ridimensionamento…
Primo tempo
Subito due ammoniti nerazzurri. Sono due difensori: insomma partiamo con buone intuizioni e buoni guizzi. Isaksen spinta sotto la Monte Mario mentre Maldini inizia sbagliando parecchio;
Tiriamo in porta ma in modo blando. “Me rimpiango a calde lacrime Sinisa e Vieri”, il commento di un nostalgico amico;
Provstgaard salva sulla linea. La posizione di Zalewski, interno e non esterno, ci da fastidio;
Ci prova Gustav, poi Taylor con la palla sul palo. Ma la Dea – pur in formazione sperimentale pensando alla Champions – regge. Palladino esclude Ahanor e butta nell’arena (si fa per dire visto il deserto…) Kolasinac;
Il patatrac arriva sul finale della frazione. Nonostante si sgancia ma lascia libera la fascia. Zappacosta si invola e Cataldi stoppa. Rigore (o rigorello…) e siamo sotto;
Partita da pareggio ma Dea avanti. “Un classico de quest’anno. Vai sotto senza sape’ manco perche'”: riflessioni amare;
Secondo tempo
Esce Gila, ecco Patric. “Ammazza che coppia de centrali…”, il commento sarcastico del solito Laziale irriverente;
Attacchiamo ma non facciamo breccia. Sarebbe rigore per noi ma Nuno era in fuorigioco. “Ammazza, non ce dice bene…”. Siamo però in crisi energetica nonostante Carnesecchi salvi un
gol fatto di Noslin. Sarri ritarda qualche cambio e arriva lo 0 a 2: puntuale come una cambiale…;
Da qui alla fine attaccheremo, vero, pure con fraseggi puliti e buoni fraseggi. Ma Maldini, pure schierato sulla fascia, non sfondera’. Idem Isaksen, dall’altro versante;
Rovella porta dinamismo ma il nocciolo è sempre lo stesso… “Non se tira… se il pallone non prevedesse il tiro in porta saremmo primi.. “, si filosofeggia in tribuna; .
La gara si chiude col palo di Ratkov, altro esempio di una gara balorda;
“E mo’ in Coppa?”, la domanda che ricorre. Ce la giocheremo… pur con tutti i nostri difetti. Irrisolti dall’estate e da un mercato invernale approssimativo. Vista la classifica attuale…
















