di Giorgio BICOCCHI

“Una vittoria da maledetti Laziali”, la riflessione di chi scende in fretta le scalee dell’Olimpico mentre frotte di gabbiani volteggiano. Stavolta gli incubi sono per DDR: è un Laziale di Ottavia, Cataldi, pur al termine di una gara opaca, a sancire dal dischetto una vittoria legittima. Lazio inerme nel primo tempo, a tratti rabbiosa nella ripresa, rivitalizzata dagli innesti di Tavares e Noslin, soprattutto. “Mo’ in settimana torneremo a parla’ de pallone, chissà…”, ci scrive un amico. Già, è un successo che magari non cambierà la nostra posizione finale di classifica ma sai com’è… Intanto torniamo a vincere in casa dopo due mesi abbondanti. E anche Sarri, in fondo, si è accorto che chi aveva abbandonato (Tavares) è in grado ancora di sprigionare azioni e controfughe…

Primo tempo

•⁠ ⁠Tik Tok, ci passiamo la palla senza incidere. “Ma che semo rimasti a Lecce?”, ci si chiede affranti già dopo pochi minuti. Non si tira in porta. Ma neppure a pagare caro un misero tiro…;
•⁠ ⁠Il Genoa si accuccia e riparte. Vitinha, rissoso ma bravo, è una spina nel fianco. Colombo anticipato da Provstgaard Pedro si spolmona in un lavoro terribile sotto la Tevere. Ma è l’unico ad avere qualche idea. Imbecca, ad esempio, Pellegrini: peccato;
•⁠ ⁠Provedel salva su Vitinha: la sensazione è che se il Genoa accelera sono dolori;
•⁠ ⁠”Ormai non c’è più niente di Sarri in questa squadra”, si commenta in Tribuna;
•⁠ ⁠Nel finale della frazione un bagliore. Marusic alto di testa. Quisquilie. Piccole accelerazioni ma niente di significativo.Basic ci prova, Pedro guadagna un angolo Ma la squadra è spenta. Forse più di testa. Maldini, chiederete: sempre spalle alla porta. Anche lui di confonde nel grigiore pur calciando in porta nei minuti finali:

Secondo tempo

•⁠ ⁠Lazio diversa. Crescono alcuni singoli: Isaksen soprattutto. Proprio il danese si guadagna un rigore solare. Ma ci vogliono quasi cinque minuti di Var per assegnarlo… roba da Lazio;
•⁠ ⁠Taylor raddoppia, al rimorchio in una azione di rimessa. “Alla fine settimana po’ pure gioca’ col lancione e di rimessa…”. Proprio cosi ma conoscendo la Lazil come le nostre tasche predichiamo prudenza a chi ci è vicino…;
•⁠ ⁠E infatti… Gila ci mette la mano e causa un rigore. Pur in vantaggio 2 a 1 ci disuniamo. Basic potrebbe triplicare ma la paura ci assale;
•⁠ ⁠Il patatrac avviene su angolo prima che Vitinha spedisca nella nostra porta. Qui vediamo le streghe… la squadra mostra paura e omissioni;
•⁠ ⁠Sarri però ha il merito di cambiare spartito. Spedisce in campo uomini freschi e motivati. Mettendo al bando anche qualche pregiudizio. Tavares comincia a correre come in epoca-Baroni. Cancellieri fallisce una occasione. Ratkov lotta e fa guadagnare metri:
•⁠ ⁠”Hai capito er sellerone…”: proprio il giovane serbo si guadagna un rigore pesantissimo che Cataldi trasforma. Tre punti al platino, scacciate paure e timori. “E mica sempre ce poteva di’ male…”, ci suggerisce un tifoso mentre transitiamo davanti alla “palla”. Serata irreale, speriamo irripetibile… Ma un successo che – alla luce del contesto in cui è maturato – finirà sui prossimi volumi di storia biancazzurra

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