di Giorgio BICOCCHI

Ce ne vuole a parlare di moduli, tattiche di gioco al culmine di una delle più devastanti settimane degli ultimi anni. Quella in cui tutto è stato messo in discussione gettando ombre sinistre sul futuro. Non solo di questa stagione ma delle prossime, ahinoi…




Cosa chiedere alla trasferta al Via del Mare? Orgoglio, dignità, spirito. Provando ad estraniarsi per un’ora e mezzo da veleni, attacchi societari, litigate, silenzi inquietanti, armadietti che si chiudono, giocatori che salutano i compagni… La Lazio – che sembra ormai un supermarket con una caccia furiosa a mettere assieme il maggior numero di plusvalenze per ottenere un mercato libero a giugno – scende in Salento preoccupata, avvilita, colpita al cuore. Con un tecnico che – dentro di se’ – combatte col desiderio di sfogarsi ma che invece ha optato per il silenzio. Almeno fino a quando prevarrà la diplomazia… La trasferta di Lecce – come il resto delle sfide che ci attendono – e’ un classico trappolone. Affronteremo una squadra che ha conquistato un punto nelle ultime sei gare, che non vince da una vita, terz’ultima. Ma che è pronta ad aggredirci, sospinta dal vento de mare e dall’urlo dello stadio, contando sul nuovo innesto – Cheddira – sul dinamismo degli esterni (Banda, Pierotti), sui muscoli di Baschirotto e sulle parate di Falcone, portiere antipatico (a noi) ma oggettivamente redditizio. Sarri opterà – pur in un quadro di eterna emergenza – sul solito 4-3-3. Un modulo che a noi piaceva poco pure quando era interpretato da giocatori diversi e di grande spessore, figuratevi adesso con atleti contati e un mucchio di problemi. Con un attacco anemico, due giocatori in lista ma già ceduti (Romagnoli e Mandas, per adesso…), una squadra che si interroga sul futuro e una società che sembra davvero fallire ogni mossa, il viaggio in Salento spaventa non poco. C’è però l’obbligo e la necessità di puntellare la classifica. Perché uno stop aprirebbe scenari foschi e dagli sviluppi imprevedibili. Alla vigilia di un lotto di gare (Genoa con l’Olimpico vuoto, poi Juve, Atalanta, Cagliari e Torino, le ultime due in trasferta…) che – solo a pensarci, con la moltitudine di problemi che abbiamo, generano un mucchio di interrogativi… E di paure, maledizione…






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