Dieci anni di biancoceleste che hanno regalato momenti indimenticabili: dal gol di Lulic che ha zittito la Roma alla Scarpa d’Oro di Immobile, dalle magie di Luis Alberto alle 427 presenze di Radu. Un decennio che ha visto la Lazio vincere tre Coppe Italia, tre Supercoppe e tornare stabilmente in Europa, costruendo una squadra competitiva capace di lottare per traguardi ambiziosi.
Ma quali sono stati i migliori interpreti per ogni ruolo? Chi ha davvero fatto la differenza in questo ciclo straordinario? Dai veterani che hanno scritto la storia del club ai talenti che stanno costruendo il futuro, ogni reparto ha avuto i suoi campioni. Ecco la nostra selezione dei giocatori che hanno lasciato il segno più profondo nell’ultima decade laziale.
Portieri: certezza tra i pali
Il ruolo del portiere nella Lazio degli ultimi anni ha vissuto una vera e propria rinascita, passando da momenti di incertezza a prestazioni di altissimo livello. Due nomi spiccano su tutti per continuità, affidabilità e capacità di fare la differenza nei momenti decisivi.
Ivan Provedel
Arrivato nell’estate del 2022 dallo Spezia, Ivan Provedel si è immediatamente imposto come titolare tra i pali biancocelesti. La sua prima stagione in maglia Lazio è stata trionfale: nominato miglior portiere della Serie A 2022/23 con ben 20 clean sheet in 37 presenze, ha dimostrato fin da subito di possedere le qualità necessarie per difendere la porta di una grande squadra.
Il momento più iconico della sua avventura laziale resta probabilmente il gol di testa segnato al 95° minuto contro l’Atlético Madrid in Champions League il 19 settembre 2023, un’impresa rarissima che ha fatto il giro del mondo. Ma oltre alle giocate spettacolari, Provedel si distingue per affidabilità e capacità di lettura delle situazioni. Le sue parate decisive hanno contribuito a rendere la Lazio una delle difese più solide del campionato, mentre la sua personalità in campo lo ha reso rapidamente un punto di riferimento per l’intera squadra.
Thomas Strakosha
Prima dell’arrivo di Provedel, la porta laziale era stata affidata per anni a Thomas Strakosha, portiere albanese cresciuto nel settore giovanile biancoceleste. Arrivato nel 2012, Strakosha ha difeso i pali della Lazio dal 2013 al 2022, totalizzando 208 presenze complessive. Il suo momento di massimo splendore è arrivato nel 2020, quando la rivista Sport 360 lo ha inserito tra gli otto migliori portieri del mondo, un riconoscimento straordinario per un giocatore laziale.
Dotato di riflessi eccezionali e ottimo senso della posizione, Strakosha ha vissuto stagioni altalenanti ma sempre con la professionalità e l’attaccamento alla maglia che lo hanno reso un beniamino dei tifosi. Il suo percorso testimonia la capacità della Lazio di valorizzare i talenti del proprio vivaio, trasformandoli in protagonisti del calcio europeo.
Difensori: pilastri biancocelesti
La retroguardia laziale degli ultimi dieci anni può vantare autentiche colonne portanti, giocatori che hanno saputo coniugare solidità difensiva, leadership e attaccamento totale ai colori biancocelesti. Tre nomi su tutti rappresentano l’eccellenza difensiva della Lazio recente.
Stefan Radu
Quando si parla di fedeltà e longevità, il nome di Stefan Radu brilla sopra tutti gli altri nella storia della Lazio. Il difensore rumeno detiene il record assoluto di presenze con la maglia biancoceleste: ben 427 partite ufficiali disputate in quindici anni, dal 2008 al 2023. Nessuno prima di lui aveva indossato così tante volte l’aquila sul petto, superando persino leggende come Giuseppe Favalli.
Schierato abitualmente come terzino sinistro o centrale mancino in una difesa a tre, “il Boss”, come lo chiamavano i compagni, ha vissuto tutti i momenti più importanti del club: tre Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane, oltre a innumerevoli derby giocati sempre con il cuore di un tifoso in campo. La sua dedizione assoluta alla causa laziale si è manifestata anche quando ha scelto di rimanere in Serie B dopo Calciopoli, dimostrando un attaccamento raro nel calcio moderno. Il 28 maggio 2023, nella sua ultima partita all’Olimpico contro la Cremonese, lo stadio intero si è alzato in piedi per salutare una leggenda che ha scritto pagine indelebili della storia biancoceleste.
Francesco Acerbi
Dal 2018 al 2022, Francesco Acerbi è stato il leader indiscusso della difesa laziale. Arrivato dal Sassuolo, il difensore lombardo ha totalizzato 173 presenze e 10 gol con la maglia biancoceleste, diventando rapidamente un punto di riferimento per compagni e allenatori. Le sue doti di anticipo, posizionamento e personalità lo hanno reso uno dei centrali più apprezzati della Serie A.
Il culmine della sua carriera è arrivato nell’estate 2021, quando ha conquistato il titolo di Campione d’Europa con la Nazionale italiana, primo calciatore laziale insieme a Ciro Immobile a fregiarsi di questo riconoscimento. Durante il periodo della pandemia, Acerbi è stato uno dei famosi “fantastici quattro” di Formello, insieme a Luis Alberto, Marusic e Lazzari, così soprannominati per i risultati eccellenti nei test atletici. La sua eredità difensiva resta impressa nella memoria dei tifosi, nonostante l’addio non proprio idilliaco nel 2022.
Senad Lulic
Ci sono giocatori che entrano nella leggenda per una singola giocata, e Senad Lulic è uno di questi. Il centrocampista bosniaco, che militò nella Lazio dal 2011 al 2021, è l’autore del gol più importante della storia recente biancoceleste: la rete al 71° minuto della finale di Coppa Italia del 26 maggio 2013 contro la Roma, che regalò il trofeo ai laziali in un derby rimasto nella storia come “la Coppa in Faccia”.
Ma Lulic non fu solo quell’istante di gloria. In dieci anni ha collezionato 371 presenze e 34 gol, diventando capitano e conquistando anche due Supercoppe Italiane (2017 e 2019, con tanto di gol decisivo nell’ultima) e un’altra Coppa Italia nel 2019. Giocatore duttile, capace di agire sia come terzino sinistro che come centrocampista, incarnava perfettamente i valori di sacrificio e abnegazione. I tifosi laziali non dimenticheranno mai il suo nome, scandito all’unisono ogni volta che si ricorda quel magico 26 maggio.
Centrocampisti: classe e genio
Il centrocampo della Lazio degli ultimi dieci anni è stato teatro di magie calcistiche firmate da autentici fuoriclasse. Giocatori capaci di decidere le partite con un passaggio illuminante, un inserimento perfetto o una giocata di pura classe hanno fatto sognare i tifosi biancocelesti.
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Milinkovic-Savić e Luis Alberto
Scegliere tra Sergej Milinkovic-Savić e Luis Alberto è praticamente impossibile, perché rappresentano due facce complementari della stessa medaglia d’oro. Il centrocampista serbo, alla Lazio dal 2015 al 2023, ha incarnato la potenza fisica unita alla classe tecnica: 341 presenze e 69 gol che lo rendono il miglior marcatore straniero nella storia del club. Soprannominato “il Sergente” per il suo carisma e la sua presenza fisica dominante, Milinkovic è stato inserito nel Team of the Year della Serie A 2017/18 e ha vinto il premio di miglior centrocampista del campionato 2018/19.
Dall’altra parte, Luis Alberto “Il Mago” ha dipinto capolavori calcistici con la sua bacchetta magica. Dal 2016 al 2024 ha totalizzato 307 presenze, 52 gol e 79 assist, numeri che raccontano solo parzialmente la sua genialità. Capace di inventare passaggi impossibili e di sbloccare partite con giocate fuori dal comune, Luis Alberto è stato uno dei “fantastici quattro” di Formello e ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane. Il suo soprannome deriva dalla capacità quasi magica di far apparire e scomparire il pallone durante i dribbling, lasciando avversari e tifosi a bocca aperta. Insieme, questi due campioni hanno formato una delle coppie di centrocampisti più forti della Serie A degli ultimi anni.
Nicolò Rovella
Se Milinkovic e Luis Alberto rappresentano il recente passato glorioso, Nicolò Rovella incarna il presente e il futuro del centrocampo. Arrivato nel 2023, il giovane regista italiano ha rapidamente conquistato la fiducia di allenatori e tifosi grazie alla sua capacità di dettare i tempi di gioco. Le sue prestazioni gli sono valse anche la convocazione in Nazionale, confermando il suo status di talento emergente del calcio italiano.
Rovella rappresenta il prototipo del centrocampista moderno: visione di gioco, tecnica a e capacità di recuperare palloni. La sua crescita costante lascia presagire un futuro da protagonista con la maglia biancoceleste, pronto a raccogliere l’eredità pesante lasciata dai suoi illustri predecessori.
Attaccanti: gol e spettacolo
L’attacco laziale degli ultimi dieci anni ha vissuto momenti di gloria assoluta grazie a bomber prolifici e ali rapide capaci di spaccare le difese avversarie. I numeri parlano chiaro: centinaia di gol che hanno regalato vittorie, trofei e soddisfazioni immense.
Ciro Immobile
Non c’è modo di raccontare la Lazio recente senza dedicare uno spazio speciale a Ciro Immobile, semplicemente il miglior marcatore della storia del club. Dal 2016 al 2024, “Re Ciro” ha riscritto ogni record offensivo biancoceleste: 207 gol in 340 presenze ufficiali, superando persino la leggenda Silvio Piola. I suoi numeri sono semplicemente straordinari:
- 36 gol in Serie A nella stagione 2019/20, eguagliando il record di Gonzalo Higuaín
- Scarpa d’Oro 2020 come miglior marcatore d’Europa
- Quattro titoli di capocannoniere in Serie A (record italiano assoluto)
- 169 gol in Serie A con la maglia della Lazio
- Campione d’Europa 2021 con la Nazionale italiana
Oltre ai numeri, Immobile ha rappresentato l’anima combattiva della Lazio, un attaccante completo capace di segnare in ogni modo: di destro, di sinistro, di testa, su rigore e persino dopo il 90° minuto (ben 16 gol decisivi in zona Cesarini). Il suo addio nell’estate 2024, direzione Besiktas, ha lasciato un vuoto enorme che difficilmente potrà essere colmato.
Felipe Anderson
La storia di Felipe Anderson con la Lazio è particolare perché vissuta in due capitoli distinti: dal 2013 al 2018 e poi dal 2021 al 2024. Il talentuoso brasiliano ha totalizzato complessivamente 326 presenze e 58 gol, diventando uno dei giocatori più amati dai tifosi per la sua tecnica e la sua velocità devastante sulle fasce.
Durante la sua prima esperienza in biancoceleste, Felipe Anderson si affermò come uno dei migliori esterni offensivi della Serie A, tanto da attirare l’attenzione del West Ham che lo acquistò nel 2018. Il suo ritorno nel 2021 fu accolto con grande entusiasmo, e il brasiliano non deluse le aspettative, continuando a offrire prestazioni di alto livello. Con la Lazio ha vinto una Supercoppa Italiana nel 2017 e ha vissuto l’esperienza della Champions League, lasciando un segno indelebile nella storia del club prima di tornare in Brasile al Palmeiras nel 2024.
Mattia Zaccagni
Dal 2021, Mattia Zaccagni ha progressivamente conquistato un ruolo sempre più centrale nel progetto Lazio, fino a diventare capitano della squadra dopo gli addii di Immobile e Luis Alberto. L’esterno offensivo veronese si è distinto per la sua versatilità tattica, capace di giocare su entrambe le fasce e di contribuire sia in fase realizzativa che di assist.
Zaccagni rappresenta la Lazio del presente e del futuro prossimo: un giocatore moderno, tecnico ma anche combattivo, che ha sposato il progetto biancoceleste con entusiasmo e dedizione. Il suo gol all’ultimo secondo contro la Croazia agli Europei 2024, che ha qualificato l’Italia agli ottavi di finale, ha confermato la sua capacità di essere decisivo nei momenti cruciali. Con la fascia al braccio, guida una squadra in rinascita verso nuovi obiettivi ambiziosi.
Gli eroi silenziosi: esterni che fanno la differenza
Mentre i bomber catturano i titoli dei giornali e i trequartisti incantano con le loro giocate, esistono giocatori che macinano chilometri su e giù per la fascia, offrendo prestazioni costanti e affidabili partita dopo partita. Adam Marusic e Manuel Lazzari incarnano perfettamente questa categoria di “guerrieri silenziosi”, fondamentali per gli equilibri della squadra anche se meno celebrati rispetto ad altri compagni.
Adam Marusic, arrivato nel 2017 dall’Oostende, ha accumulato oltre 335 presenze con la maglia biancoceleste, diventando una vera e propria bandiera del club. Il terzino montenegrino è noto per la sua incredibile duttilità tattica: capace di giocare come esterno destro, terzino, centrale o persino sulla fascia sinistra, rappresenta la soluzione perfetta per ogni allenatore. Marusic ha dimostrato una continuità di rendimento impressionante, superando i 2000 minuti giocati in quasi tutte le stagioni. Il suo recente rinnovo contrattuale fino al 2028 gli permetterà di inseguire il record di presenze di Stefan Radu, un obiettivo che testimonia la sua straordinaria longevità.
Manuel Lazzari, arrivato nel 2019 dalla SPAL, completa il quadro degli esterni difensivi di qualità. Lazzari si distingue per la sua velocità e la capacità di spingere sulla fascia destra con continuità. Il suo apporto in fase offensiva, unito a una crescente solidità difensiva, lo ha reso un elemento prezioso per il sistema di gioco laziale. Insieme a Marusic forma una coppia di esterni affidabili che garantiscono equilibrio e copertura, quel tipo di giocatori che ogni grande squadra vorrebbe avere in rosa.
















