di ARIANNA MICHETTONI – foto di ANTONIO FRAIOLI

Provedel 5.5 – Cosa c’è più del parare un rigore? Le tenta davvero tutte per salvare i suoi, ma non riesce neppure a salvarsi da sé stesso.

Marusic 4 – La grande colpa non è sbagliare completamente una partita, cagionando il primo gol di Baturina. La grande colpa è il rinnovo premiante, che lo renderà simbolo longevo di una Lazio che si rispecchia in tanta mediocrità.

Gila 4.5 – Comincia la partita lamentando problemi alla fasciatura, poi litiga con lo scarpino, congedandosi metaforicamente dal campo con una smorfia. Sembra giocare controvoglia, come se la partita e la prestazione fossero astrazioni intangibili. Alla Lazio sembra davvero iniziato il fuori tutto.

Romagnoli 4.5 – Eppur si muove – e rimedia un’ammonizione che condiziona il tempo da far scorrere come una condanna. Nella serata horror biancazzurra, non é il più spaventoso degli antagonisti.

Pellegrini 4 – Fa tutto male. Persino un imbarazzante scivolone, che riconsegna palla a un avversario che gioca sulla manifesta inferiorità. (Dal 64’ Lazzari 5 – Ingresso utile solo al contenimento danni)

Belahyane 4 – Sparito dal campo e dal centrocampo. Maliziosamente, si può pensare sia stato schierato per evidenziarne l’inadeguatezza.

Cataldi 4.5 – Acclamato dal tifo in Nord per meriti puramente extra-calcistici. Perché, nel campo, non fa altro che rimediare un’ammonizione da diffidato. Le proteste arbitrali non vincono le partite, purtroppo. (Dal 53’ Rovella 5 – Riabilitazione inutilmente accelerata)

Taylor 5 – Novellino dalle attenuanti generiche. Privato dell’apprendistato di Sarri, non sorprende sia un pesce fuor d’acqua. Già privo di punti di riferimento, viene lasciato solo pure dai compagni. (Dall’85’ Dele Bashiru – SV)

Cancellieri 4 – Ha due occasioni per servire in area, le sbaglia entrambe. Perché errare é umano, ma perseverare è diabolico e la Lazio deve essere precipitata in qualche girone infernale per giustificare tutto questo. (Dal 53’ Isaksen 4 – Se non è zuppa, è pan bagnato)

Ratkov 4.5 – Incolpevole vittima sacrificale, arma nella battaglia tra necessità (di un attaccante) e virtù (di Sarri, calpestata). (Dal 53’ Noslin 5 – All’apparenza più reattivo, e allora perché non schierarlo dal primo minuto?)

Zaccagni 4.5 – Crolla ad ogni minimo contrasto. Quando è in piedi, corre a farsi ammonire – di saltare l’uomo nemmeno a parlarne.

All. Sarri 6 – Gli dicono di schierare i nuovi, e lui lo fa. Ma i nuovi non performano, e lui lo sa. Se é vero che sbagliando si impara, quale lezione deve ancora apprendere un Mister onnisciente?

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