In occasione della presentazione dei due nuovi acquisti della Lazio, Petar Ratkov e Kenneth Taylor, è anche intervenuto il presidente Claudio Lotito che ha toccato diversi argomenti riguardo l’attualità del club:




Con grande piacere siamo qui a presentare i due giocatori. Sono un valore aggiunto per la nostra squadra che ha sempre fatto programmazione. Non giocatori presi a caso o per motivi di necessità. Sono stati seguiti da tanto tempo, abbiamo un sala scouting dove si lavora e abbiamo attenzionato Ratkov che abbiamo osservato in Bologna-Salisburgo. Avevamo già la sostituzione quando è partito Castellanos. È giocatore importante, capace nell’attaccare l’area, un valore aggiunto“.

Taylor è un giocatore che, rispetto che qualcuno possa pensare, è abbastanza conosciuto, o sbaglio? Guendouzi ha deciso di essere ceduto e lo abbiamo accontento. La filosofia non è quella di trattenere i calciatori: quelli che vogliono rimanere rimangono, quelli che non vogliono vanno via. La Lazio è un punto di arrivo. È un segnale per i nostri tifosi. Non stiamo facendo svendite. C’è un lavoro tecnico grande: il ds lavora, non ci sono improvvisazioni. Sappiamo quelli che dobbiamo prendere: i giocatori sono attenzionati in base alla qualità tecniche e morali. Sulla base di queste vengono fatte delle selezioni“.

Il mercato per noi è aperto, chiude il 31 gennaio (2 febbraio, NDR). Abbiamo ceduto Kamenovic alla Lokomotiv Zagabria e Gonzalez all’Atlas. Non dobbiamo per forza comprare. Facciamo valutazioni tecniche, economiche e caratteriali. Ci è stato impedito di fare il mercato, avremmo avuto altri situazioni in estate. Per fortuna il direttore ha lavorato: i nostri giocatori ce li chiedono, hanno riscontro a livello internazionale. Oltre al blocco, ci sono stati infortuni non preventivabili, come anche tutte le squalifiche, penalizzando i risultati delle partite. Giochiamo spesso senza i giocatori di riferimento. L’obiettivo è quello di dare il massimo. Dipende anche ciò che fanno le altre squadre. Lavoreremo per riportare la Lazio in Europa, unico anno che la Lazio non ha potuto partecipare alle competizioni europee, con tutto il rispetto della Conference, ma quelle europee sono Champions e Europa League“.

A casa mia comando io. Gli altri sono dipendenti. Altrimenti la società diventa una baraonda. A me delle battute non interessa. Io parlo dei fatti. Mai nascosto a nessuno che il mercato era chiuso: hanno fatto un abuso, la società non aveva problemi. Un danno, un danno di 90 milioni. Castellanos lo avremmo venduto a 45 milioni“.

I giocatori possono valere o meno. Se entriamo nella qualità tecnica, se ce li chiedono tutti ci sarà un motivo. Belahyane ce lo hanno chiesto 2-3 squadre, non lo vediamo perché non abbiamo il sostituto. Chi non è voluto venire alla Lazio? Io non prego nessuno, questi vengono pagati e devono venire contenti alla Lazio. Non faccio le opere pie. Raspadori non è Maradona, è andato all’Atalanta, non è andato neanche Roma. Non contano solo i nomi ma la qualità tecnica dei giocatori. Sarri fa l’allenatore. non lo scouting: non voglio pensare che non conosca un giocatore dell’Ajax o del Salisburgo“.

Per quanto riguarda l’Academy Siamo nel rush finale. Adesso stiamo nella fase definitiva, spero nel giro di un mese di poter completare i lavori. Sono previsti sette campi, una scuola, una foresteria e una chiesa. Questi sono i lavori che verranno realizzati. Ci sono state una serie di difficoltà, perché non tutti gradiscono che la società faccia l’accademy. Per quanto riguarda il blocco del mercato, ringraziamo Dio che quella competenza è stata estrapolata dalla Lega. Ho un elenco delle cose per cui dovrei fare ricorso. Spero che la giustizia sportiva venga estrapolata dalla FIGC“.

Sarri non gradisce la Conference e io condivido. È una competizione che crea solo danni ad un club che è strutturato. L’aspetto cronologico è importante, prima chi faceva il giornalista è sottoposto a delle situazioni che oggi non ci sono più. Prima il capo redattore ti bloccava il testo se non verificavi la notizia. Oggi date la vostra interpretazione. Prima ho voluto specificare che l’Europa ha tre competizioni, noi non aspiriamo ad andare in Conference. Lo stesso discorso per la Supercoppa in Arabia, che Sarri ha visto come un impiccio. La Lazio sa quello che fa, ha un percorso ben programmato, ha una situazione economico patrimoniale ben importante. Noi in silenzio non mettiamo le bandiere e facciamo quello che dobbiamo. Siamo concentrati su Accademy, Stadio e quotazione al Nasdaq. Riteniamo che sia stato molto apprezzato nell’ambiente americano e potrà far fare un ulteriore salto mondiale dell’azienda. Io mi sono sobbarcato 550 milioni di debiti, altri club hanno preferito altre strade. Nel 2027 finiscono finalmente i debiti delle pregresse situazioni non create da me. Finalmente a novembre sarà tutto finito. La Lazio recupererà 30 milioni di cassa. Io sono un padre di famiglia, devo fare la formica, non la cicala. Ringrazio i miei predecessori, se non avessero fatto quello che hanno fatto oggi non ci sarebbe la Lazio, Cragnotti è stato invitato dalla società. Siamo una società strutturata che non fa le collette per andare in trasferta. Non ci sono debiti, non ho acceso mutui o leasing. Siamo la società più patrimonializzata d’Italia“.






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