di Gisella SANTORO
Il girone di ritorno della Lazio inizia con una vittoria fondamentale, capace di iniettare una dose massiccia di speranza e ottimismo in tutto l’ambiente biancoazzurro. Dopo un periodo buio, caratterizzato dalla carenza di risultati e dalle pesanti cessioni di Castellanos e Guendouzi, la squadra aveva un disperato bisogno di ritrovare quell’equilibrio che solo i tre punti sanno regalare — anche se giunti in circostanze a tratti fortuite.
Oltre alla gioia per la classifica, a generare positività è stata soprattutto una ventata di novità tattica dovuta al debutto di Kenneth Taylor: arrivato a Roma dall’Ajax solo pochi giorni fa, il centrocampista è stato gettato nella mischia da Sarri per sopperire alla vuoto lasciato dalla partenza di Guendouzi. Rimasto in campo per 90 minuti nella sua partita d’esordio con la Lazio ha stupito per la rapidità con cui ha memorizzato e messo in pratica gli schemi tattici del “Sarrismo”. Pur avendo alle spalle una sola sessione di allenamento con il gruppo, il calciatore ha dimostrato di parlare la stessa lingua calcistica del suo allenatore. Il merito va anche al suo background: abituato a giocare con il 4-3-3, Taylor si è trovato immediatamente a proprio agio, mostrando uno spirito di adattamento fuori dal comune.Tra le caratteristiche del centrocampista viste nel match contro il Verona ci sono: una ottima lettura del gioco, una innata qualità tecnica e la capacità di dare ordine ed equilibrio nel sistema spesso disordinato del centrocampo della Lazio.
Se un limite è emerso durante i 90 minuti, non riguarda direttamente il giocatore, ma l’intesa con il resto della squadra. In diverse occasioni, i compagni non sono stati in grado di leggere le sue giocate verticali e i suoi tocchi rapidi, segno di una visione di gioco che deve ancora essere pienamente metabolizzata dal collettivo.
Tuttavia, il giudizio di Sarri resta netto: le sensazioni sono estremamente positive. Con il tempo e il lavoro quotidiano a Formello, la sintonia tra Taylor e la Lazio non potrà che crescere, trasformando questo'”avvio incoraggiante” in una certezza per il futuro del centrocampo biancazzurro.
















