di Giorgio BICOCCHI
Giovane&Orban, ecco il doppio pericolo sulla strada che porta al “Bentegodi”. Un tandem d’attacco che abbina classe, estro e cattiveria: insomma, per i nostri non sarà facile limitarli. Se lo faranno pero’ ci saranno buone possibilità di schivare l’imboscata scaligera- perché di questo si tratta – tornando a Roma con i tre punti che, tra un obbrobrio arbitrale e l’altro – mancano da metà novembre.
Squadra strana il Verona : avendo visto diverse sue partite meriterebbe più punti di quanti ne vanta attualmente. Ha surclassato in casa l’Atalanta (non di Juric ma già diretta da Palladino), ha pareggiato al San Paolo. In casa ha perso punti importanti, spesso rimontata, anche perché la difesa (la più bucata della A) è indiscutibilmente il suo tallone d’Achille. Soffre le ripartenze e le giocate in velocità: in tale contesto l’assenza di Zaccagni sarà purtroppo una bella zavorra anche perché il Capitano – proprio contro la sua ex squadra- aveva quasi sempre segnato, pensate un po’.
Ancora in emergenza non ci stupiremmo se Sarri decidesse di schierare Rovella, spostando magari Cataldi nel ruolo di mezz’ala sinistra. Saranno gli esterni le chiavi di volta per mandare in tilt la difesa di Zanetti: un contributo-chiave allora dovrà per forza arrivare da Isaksen e Cancellieri. Ci sarà un buon minutaggio per Taylor, vedrete: siamo talmente pochi che Sarri stavolta non potrà prevederà un lungo apprendistato per l’olandese come già accaduto per i precedenti innesti invernali. Un successo (diamine, siamo in netto credito con la sorte…) ci darebbe un po’ di slancio prima della rognosa gara interna contro il Como. Dirigerà Guida: arbitro’ il match vincente di Coppa contro il Milan. Chissà se in questa turbolenta stagione di fischi e fiaschi sempre a nostro sfavore non sia un improvviso segno del destino…
















