di Giorgio BICOCCHI

Probabilmente un appassionato neutrale dopo i primi 20 minuti avrà cambiato canale probabilmente ammaliato pure da un vecchio film ceko. Ma partite così- vinte per un episodio fortuito – ce ne sono in giro per il campionato e fanno sempre morale. “Aho’, un po’ de fortuna pure pe’ noi…”, la sintesi di un amico di stadio. La Lazio passa al “Bentegodi” grazie ad una ripartenza in verticale griffata da Lazzari con il contributo di Nelson e passa addirittura il Bologna in classifica, roba impensabile fino a poche settimane fa. Prestazione ordinata dei nostri, difesa granitica, attacco così così ma sapete com’è: senza Zaccagni è una Lazio più povera tecnicamente. Adesso curiosità per la prossima sfida contro il Como: non sarà la Lazio dello scorso agosto. E non sarebbe mica male riuscire a vincere- per la prima volta in stagione – la seconda gara di fila…




Primo tempo

•⁠ ⁠Isaksen si mangia un gol. Sulla respinta Noslin si becca un calcio in faccia ma spedisce alto;
•⁠ ⁠Isaksen è manovriero: ne fa ammonire un paio. Si invoca spesso ma puntualmente sbaglia l’ultima scelta. “E se l’azzeccava era Jair…”, la giusta chiosa;
•⁠ ⁠Taylor, chiederete. Partenza luminosa: si vede che il ragazzo ama giocare la palla, andare e smistare. Poi però l’olandese si spegne. Giocherà solo di posizione uscendo poi anzitempo;
•⁠ ⁠Il Verona? Agirà di rimessa. Bradaric impegna Provedel. Orban è un po’ spaesato, per fortuna. Come Giovane (che prenderemmo, eh?);
•⁠ ⁠La frazione si chiude così: noi giochicchiamo ma senza incidere. Mentre la Curva biancoceleste, mai doma, spinge comunque la squadra;

Secondo tempo

•⁠ ⁠Sarri rivolta la squadra. Inserisce Lazzari – che sarà decisivo – poi inserirà Pedro e Ratkow. In questo frazione il Verona sarà più ficcante ma la nostra difesa non lascerà passare uno spillo;
•⁠ ⁠Abbiamo capito che Cancellieri – a sinistra- rende meno che sul versante opposto. Marusic impegna Montipo’ con una punizione un po’ telefonata. Pedrito si piazza dietro Ratkov. Già, il giovane serbo. “Ha fatto due belle sponde. Va capito come ama giocare. Certo, noi non crossiamo…”, il commento di un amico che amava evidentemente stare sui banchi di Coverciano. Certo, su Ratkov c’è da lavorarci…;
•⁠ ⁠Provedel sbroglia un paio di situazioni scabrose e arriviamo al momento decisivo. Vecino in verticale per Cancellieri che aspetta Lazzari. Che crossa, non tira. Ma la palla incoccia la tibia di Montipo’ e rotola in rete. “Ahaha, l’autorete di un ex romanista…”, la sintesi caustica che ci arriva;
•⁠ ⁠Il resto sono mischia nella nostra area. Qualche timore e niente più. Anzi, qualche rammarico c’è per un paio di contropiede falliti. Si sta meglio con 28 punti nonostante il pensiero dei punti persi tra Udine e Fiorentina – tanto per tenerci alle ultime sfide – sia sempre presente…






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