di Fabio BELLI
Kenneth Taylor è il secondo nuovo acquisto di un mercato invernale che in casa Lazio ha già fatto registrare la partenza di due big come Castellanos e Guendouzi, che hanno portato circa 60 milioni nelle casse biancazzurre, e l’arrivo del centravanti serbo Petar Ratkov oltre all’olandese. Le strade di Taylor e della Lazio si erano già incrociate l’anno scorso in Europa League: pilastro dell’Ajax e della Nazionale Under 21 Orange, con 5 presenze anche nella selezione maggiore, Taylor è effettivamente la mezzala che Sarri cercava dopo la dolorosa partenza di “Guendo”? Lo abbiamo chiesto a un esperto: Marco van den Berg, tra i riferimenti della principale pagina Facebook italiana dedicata al calcio dei Paesi Bassi, “Il Calcio Olandese“, nonché responsabile della pagina “Ajax fan club Italia“, che ci ha parlato di qualità, vizi e virtù del nuovo centrocampista della Lazio:
Quali sono le caratteristiche di Taylor? È un centrocampista più offensivo, di inserimento, o è più una mezzala che può sostituire il lavoro che faceva Mattéo Guendouzi?
“Taylor è una mezzala moderna, più che un centrocampista offensivo puro. Nasce come interno sinistro in un centrocampo a 3. È bravo negli inserimenti, nel gioco tra le linee e nel palleggio corto, non è un distruttore né un box-to-box alla Guendouzi“.
Taylor parte per una cifre relativamente abbordabile: l’Ajax l’ha lasciato partire al prezzo giusto?
“Sì, sostanzialmente sì. Taylor partiva da una valutazione alta, ma ha avuto un rendimento altalenante, un ruolo non sempre chiaro e inoltre c’era bisogno da parte dell’Ajax di monetizzare. Per una cifra contenuta (15 mln circa) è un’operazione equilibrata: rischio medio, potenziale ancora alto. Non è una svendita, ma nemmeno una cessione “top”. Inoltre aveva solo un anno e mezzo di contratto residuo“.
Che tipo di rendimento ha avuto Taylor dall’inizio della stagione? Leggendo sui social, i tifosi dell’Ajax sembravano piuttosto delusi dall’impatto che il giocatore ha avuto sul palcoscenico della Champions League.
“Il rendimento recente è stato discontinuo: buoni numeri in Eredivisie ma impatto debole in Champions League. Le critiche dei tifosi Ajax sono comprensibili: Taylor ha sofferto ritmi e intensità europee, giocando con poca incisività contro avversari di alto livello. Inoltre ha dimostrato di avere qualche difficoltà a prendersi responsabilità nei momenti chiave“.
Alla luce di queste sopra citate difficoltà in campo internazionale, può essere un centrocampista in grado di adattarsi rapidamente alla Serie A, sia caratterialmente sia dal punto di vista tattico?
“Sì, più alla Serie A che alla Champions, per caratteristiche: il fatto di inserirsi in un campionato tattico, dai ritmo meno frenetici, va a suo favore. Necessita però di una struttura chiara intorno. In Serie A può rendere bene come mezzala sinistra, con un mediano fisico alle spalle e con compiti definiti; non deve avere tutto il peso del centrocampo sulle sue spalle“.
Taylor non gioca in Nazionale dal marzo scorso: in che rapporti è col CT olandese e la scelta della Lazio può essere indirizzata per tornare nel giro Orange in vista dei Mondiali?
“Sì, Taylor non viene convocato dal marzo scorso. Il rapporto con il CT Ronald Koeman non è conflittuale, ma basato su meritocrazia pura. Non penso sinceramente che alla Lazio abbia più chance di essere convocato di quante ne avesse all’Ajax. Poi il problema principale è la concorrenza in nazionale, a centrocampo ci sono giocatori come Frenkie De Jong , Gravenberch, Reijnders, etc.“.
















