di Giorgio BICOCCHI
Abbiamo solo noi la percezione – abbastanza inquietante – che la Lazio stia per esplodere? Più di mezza squadra che pensa al proprio futuro individuale, praticamente messa sul mercato perché servono soldi. Una costante, pericolosa contrapposizione tra allenatore e societa’ sulle scelte/opzioni tecniche. Arbitraggi devastanti che non solo ti rovinano per una partita ma pure per le successive, con chirurgica crudeltà. Una squadra che non farebbe male ad una mosca – ad oggi – privata di tutti i suoi attaccanti. Eppure qualcuno – alla vigilia della gara coi viola – ha avuto anche l’ardire di scrivere che “senza attaccanti si gioca anche meglio non dando punti di riferimento agli avversari”. Come se insomma la Lazio- che già con la batteria offensiva al completo produceva al massimo un paio di nitide occasioni a gara – si ritrovasse d’incanto, con soli esterni dalla trequarti in avanti, a minacciare più volte il portiere avversario…
La partita con la Fiorentina è largamente a rischio proprio per questo motivo. Perché da una parte ci sarà una squadra che gli attaccanti (tutti…) li avrà, d’altra, maledizione, una che sarà costretta a girare al largo dell’area di rigore avversaria perché senza punte centrali di ruolo. Aggiungete la consapevolezza che avranno i difensori e i centrocampisti viola. Penseranno: la Lazio fa tenerezza, non ha opzioni offensive, mi getto avanti anche io…
Ecco perché la priorità in vista della gara con la Fiorentina (reduce comunque da due vittorie nelle ultime tre gare…) dovrà essere una: non perdere! Perché un eventuale stop scaraventerebbe il club nella depressione più profonda alla vigilia di un altro match carico di insidie come quello del “Bentegodi”. Ci vorrebbe la “mano benevola” del famigerato stellone, stasera: vincere pure giocando male e al diavolo polemiche e preoccupazioni. Ma c’è anche il rischio che il benevolo fato, a volte, in presenza di situazioni così colpevoli e sconclusionate come quelle che vive la Lazio, si dimentichi di apparire…
















