di Giorgio BICOCCHI

In fondo la Lazio di Eriksson – spesso prima in classifica – non batteva regolarmente la nona in classifica? E allora perché stupirsi dell’esito del match dell’Olimpico? Un divario abissale. Considerando pure che al Napoli mancavano Anguissa, Lukaku e De Bruyne. Uno stop che era pronosticabile se è vero che più di mezza squadra è sul mercato, con la valigia in mano e la testa per aria…È il mercato, bellezza…




Ecco perché diventano pericolosissime anche le prossime due partite contro due pericolanti. Perché non conquistare almeno quattro punti tra Fiorentina e Verona significherebbe consegnarsi definitivamente all’oblio, ricominciando a guardarsi pure le spalle. Il problema pero’ è un altro, di mon facile intuizione e che genera pure preoccupazioni. Non è che gare amorfe, segnate gia’ dopo pochi minuti, si ripeteranno come un orologio svizzero anche nelle prossime stagioni, replicando insomma annate senza un perché come quella che stiamo vivendo? Perche sbagliare nella scelta degli interpreti ci scaraventerebbe definitivamente nella terra di nessuno. Dove si galleggia e non ci si nutre neanche della più piccola ambizione. Oggi siamo noni… basta poco il prossimo gennaio – senza guizzi, idee e soprattutto investimenti mirati – a ritrovarsi nella parte destra della graduatoria…






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