di ARIANNA MICHETTONI – foto di ANTONIO FRAIOLI

Provedel – 5.5: Nubifragio che si abbatte su di lui, sulla squadra, senza alcun riparo. Che colpa ne ha, se Cataldi e Marusic giocano la partita disastro?

Marusic – 4: Una prestazione fortemente insufficiente, aggravata dalla mancata marcatura – di conseguenza, dall’errato posizionamento – su Spinazzola. Finisce a mani in faccia contro Mazzocchi, un controverso epilogo certamente non edificante, ma immagine fedele del nervosismo che permea l’intera squadra.

Gila – 5: Due indizi (Udinese, Napoli) che fanno la prova della sua panchina: il buon Mario dovrebbe darsi tempo e concedere a se stesso gli stessi spazi che concede agli avversari. Si spinge inutilmente fino a centrocampo, lasciando voragini difensive che ingolosiscono il Napoli.

Romagnoli – 5.5: Il migliore della linea difensiva biancazzurra; tuttavia, totalmente inefficace nel tentare di arginare l’avanzata napoletana, troppo superiore per forza, compattezza e tecnica.

Pellegrini – 4.5: Spazi apertissimi sulla sua fascia, dove il Napoli costruisce il maggior numero di azioni pericolose. Nel complesso, una prestazione qualitativamente coerente con le giocate offerte dal suo reparto: brutta e mal disputata. (Dal 62’ Lazzari – 5: Ha la pretesa di mantenere ordine, ma è facile giocare quando il Napoli è ormai in risparmio energetico. Il difficile è costruire.)

Guendouzi – 5: Oltre ad essere d’impaccio, in alcuni casi, per i suo i compagni, sbaglia tante ricezioni e tanti smistamenti. Non approccia lucidamente la partita – il mercato può essergli di peso? – e si prodiga in girotondi inutili in campo, mentre gli avversari gli corrono intorno.

Cataldi – 4: Si può essere nervosi, distratti; si può avere la “giornata no” e si può sbagliare la prestazione. Non si può, invece, sbagliare una palla da spazzare con tanta forza quanta ne hai tra i piedi, in testa. Traumatizza la partita della Lazio, condannandola a una bruttezza che sta diventando abitudinaria. (Dal 71’ Belahyane – 5: A situazione disperata e compromessa, trova un varco in area avversaria e… non tira: sintesi perfetta della crisi creativa laziale.)

Basic – 5: In affanno per la velocità delle giocate del Napoli, che neutralizzano i suoi tentativi di impostazione. Sparisce dal centrocampo e, però, non causa danni evidenti. Si salva dalla conta degli errori macroscopici.

Cancellieri – 4.5: Sbaglia tutto lo sbagliabile – che è poco, dato il 31% di possesso palla laziale. E comunque manca di seguire le pochissime – si contano sulle dita di una mano – azioni create dai compagni. Mai in area, mai pronto a ricevere e mai pronto a servire. (Dal 71’ Isaksen – 5: Fa meglio del suo predecessore, forse perché capace di non farsi coinvolgere dalla drammaticità della causa Lazio. In ogni caso, è solo e lasciato solo.)

Noslin – 4: La definizione di scelleratezza. Ed è un peccato, perché approccia molto bene: a pochi minuti dall’inizio si trova a tu per tu col Milinkovic-fratello, recuperato però dalla difesa del Napoli. Poi alimenta una rabbia latente, il cui inizio è probabilmente dato dall’inesistente fallo di mano che gli viene fischiato – innescando il raddoppio del Napoli. Finisce espulso per un fallo no-sense su Buongiorno, lui che è già ammonito, lui che è l’unico attaccante in rosa. Irresponsabile.

Zaccagni – 5: Innanzitutto, è inadatto al ruolo di capitano. Non guida la squadra, non educa un arbitro desideroso di infierire, non mostra coraggio nell’affrontare il Napoli (di cui, però, apprezza il corteggiamento). Dall’87 Pedro – SV.

All. Sarri – 10: Che colpa ne ha, se il cuore – il suo – è uno zingaro e va ad accettare la panchina della Lazio, attesa come i bambini attendono la mattina di Natale? Che colpa ne ha se subisce l’inganno supremo, pari all’ammissione della non esistenza di Babbo Natale, e vede i suoi sogni – le sue speranze – svanire? Che colpa ne ha se è oggi privo di attaccanti, quasi privo di terzini, senza ricambi, senza ambizioni? Sarri merita sostegno incondizionato, fiducia totale, cieca fedeltà. Non sarà mai colpevole di una sconfitta e i meriti delle future vittorie saranno sempre e per sempre solamente suoi.

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