di Giorgio BICOCCHI
“Che bello… semo ritornati ai tempi de Cutrone… in epoca Var ce segnano usando il braccio…”. Ovvie le riflessioni a fine gara: la Lazio perde due punti d’oro alla vigilia della doppia sfida all’Olimpico contro Napoli e Viola. Figurarsi, il pari – sul campo – ci stava anche se noi siamo piaciuti di più sul piano della manovra. Ma il rammarico è tanto. Per la mancanza di furbizia del gruppo nei secondi finali (spazzarla quella palla, no?) e per la decisione arbitrale: nella stessa azione comunque tollerati due colpi di braccio degli avversari, roba da Guinness dei primati. La classifica resta anonima, le arrabbiature si intensificano. E’ successo di tutto in quest’anno che sta andando in archivio. La speranza – davvero – e’ che il 2026 ci regali serenità in più e mal di fegato in meno. Sarà così?
Primo tempo
– Inizio timido dei nostri, braccati in ogni zolla del campo. Ma ce lo aspettavamo… Per fortuna Provedel non corre rischi. Ci mettiamo un po’ a calarci nell’arena… “Anmazza, quadri corrono come cavalli…”, il commento plastico di un amico. Ed e’ cosi: Udinese magari poco tecnica ma con un ritmo forsennato;
– Una fucilata di Noslin dalla distanza ci scuote. Zaniolo e Cataldi vengono ammoniti. Ce ne sarebbero altri di gialli da sventolare ai bianconeri ma Colombo – l’arbitro che ha il viso da catechista – sorvola. “Cioè ce gonfiano e va tutto bene?”, ci chiedono. Amici miei, va così da agosto…;
– L’Udinese sbaglia sempre l’ultimo passaggio ma dietro spesso barcolla. Cancellieri stavolta viene picchiato più di Zaccagni;
– Belayhane, chiederete. Primo minuti in sofferenza ma poi entra in partita e offre il suo contributo. “Aho, pare un soldo de cacio ma hai visto che recuperi?”. Già uno su Zaniolo strappa consensi;
– Guadagnamo diversi corner ma non caviamo un ragno dal buco. “Ammazza quanto li tiramo male”, sentenzia un amico di stadio. Ed e’ cosi…;
– Partita che più fisica non si può. Zaniolo impegna Ivan da fuori area. L’Udinese avanza lancia in resta, noi palleggiamo con più tecnica ma senza incidere;
– Nei minuti di recupero Noslin scappa verso Padelli ma si fa rimontare. Peccato! Ma e’ un indizio da tenere conto in vista della ripresa. Magari con il Taty accanto a Noslin si potrebbe colpire…
Secondo tempo
– Iniziamo benino, dai. Cancellieri calcia largo al culmine di una azione simile a quella griffata a Marassi. Non soffriamo neanche un po’…;
– “Ma mette due punte no?”, si riflette nella solita chat. Annacquiamo il ritmo friulano. Ci muoviamo con ordine e pazienza. Insomma sul piano della coralità della manovra piaciamo di più. Ma… ma calciamo poco in porta…;
– Ci prova anche Vecino. Poi ancora Cancellieri. Gila si addormenta e Davis per poco non ci buca. Udinese avanti con la forza dei muscoli, noi con più tecnica ma senza finalizzare;
– Sarri spedisce in campo il Taty. E la sblocchiamo, con un po’ di fortuna certo: il tiro – pure telefonato di Vecino – incoccia lo scarpino di Solet e finisce in rete;
– Qui potremmo pure raddoppiare con Isaksen ma perdiamo ordine proprio nell’ ultimissima azione. Manchiamo di furbizia e Davis – al termine di una azione contestatissima – trova l’angolo e ci toglie due punti. Un vero peccato…
















