di Giorgio BICOCCHI
La domanda è: che Udinese troveremo? Quella che ha battuto Inter, Atalanta o Napoli o quella che ha inciampato in casa con Genoa e Cagliari, prendendone 5 a Firenze (la giustificazione di aver perso in 10 non regge se è vero che noi abbiamo sbancato Parma in 9…). Insomma, ecco un bel quiz per l’ultima sfida dell’anno. Ritroveremo una avversaria che – dopo una lunghissima serie positiva – non battiamo da due anni esatti (fu la rasoiata di Vecino a darci i tre punti…). Da allora tre fregature in serie, con il blitz friulano della primavera 2023 all’Olimpico (in notturna) che determinò anche l’addio di Sarri, il brevissimo interregno di Martusciello, la parantesi di Tudor e via dicendo…
A fronte di defezioni a raffica – come e’ nostra tradizione da inizio della stagione ad oggi – c’è da dire che affronteremo la difesa più bucata del torneo e un attacco un po’ asfittico se è vero che – come noi – ha segnato col lanternino. Le insidie (senno’ non eravamo la Lazio…) non mancano, però. Innanzitutto perché – a fronte di una piccola multinazionale con i cognomi spesso impronunciabili – l’Udinese possiede pure belle individualità. Come il ritrovato Zaniolo – a cui bisognerà dedicare attenzioni particolari per via di un eclettico repertorio – o il possente centravanti Davis, uno che in area sa prendere posizione. Insomma, ci aspetta una gara di fatica. Perché il ritmo tenuto dai bianconeri contro il Napoli e’ un campanello d’allarme: lo replicassero contro di noi sarebbero dolori mancando catalizzatori di gioco come Rovella e Guendouzi. L’annunciato (e obbligato…) 4-4-2 chiama la Lazio ad una gara di combattimento: al cospetto del fisico e dei centrimetri friulani dovremo opporre giocate rapide e ficcanti. Ecco perché l’idea di un tandem offensivo composto da Taty e Noslin ci piace: innescato dal lancio di Cataldi – uno che dovrà tenere la squadra corta e compatta – o dalle sgroppate di rimessa di Zaccagni o Cancellieri potrebbe mandare in tilt una retroguardia che, numeri alla mano, non brilla per solidità.
Non perdere sarebbe importante. Vincere fondamentale alla vigilia della doppia sfida in casa con Napoli e Fiorentina. La missione e’ questa: dribblare la trappola friulana e prenotare un 2026 senza più sconquassi. Facile per qualcuno, chissà per la Lazio di oggi…
















