di ARIANNA MICHETTONI
Provedel 6 – Quasi non fa nulla, ma lo fa ordinatamente bene. La sua prestazione ha una maggiore valenza statistica, piuttosto che calcistica: consegna l’ennesimo clean sheet alla reggenza sarrista, consolidando la stabilità difensiva.
Marusic 6 – Ha un buon dialogo con Cancellieri, prevaricando la fascia con personalità. In una partita così ingarbugliata, avrebbe potuto fare migliore uso della sua fisicità; sceglie invece di essere veloce, pure riuscendoci, ma privo del giusto supporto offensivo.
Gila 6 – Nessun intervento eclatante, piuttosto la solita concretezza e il non lesinare il tacchetto, al bisogno. Una Cremonese in assetto pareggio che non impensierisce la retroguardia laziale.
Romagnoli 5.5 – Nota di demerito: l’ammonizione rimediata quasi per fallo su Cataldi. Nella noia generale, almeno ravviva la protesta arbitrale.
Pellegrini 5.5 – Scivola nel primo minuto e da quello scivolone, metaforicamente, non si è più rialzato. Gli spazi sono chiusi, poco è lo sforzo per tentare di riaprirli. (Dall’82’ Lazzari SV – Un fattore ignorabile).
Guendouzi 6 – Al 90’ fa la prima giocata intelligente: arriva in area, calcia forte, nessun compagno è sulla ribattuta. Tanto basta a raccontare una partita di scollamento tra i reparti, cui tenta di porre rimedio – invano.
Cataldi 6.5 – Fatica il doppio, accanto all’indisciplinato Vecino. Negli stretti spazi, perde ogni punto di riferimento. Tuttavia, tenta di costruire per la Lazio persino nel recupero, quando tira di poco fuori la punizione del destino.
Vecino 5 – Fuori dagli schemi. Vero che la Cremonese impedisce qualsiasi manovra laziale, che lui però nemmeno tenta di impostare. Perso nel centrocampo, senza la guida di Cataldi. (Dal 64’ Belahyane 5.5 – Cambio obbligato, ma è il risultato a non cambiare: tanto spaesato quanto il suo predecessore, tenta di aiutare la Lazio come può – poco e male).
Cancellieri 6.5 – Le pochissime azioni da gol – si contano sulle dita di una mano – passano tutte per sue accelerazioni. In pieno recupero, accoglie la provvidenza Guendouziniana senza però averne frutto – si ferma poco prima dell’area di rigore avversaria, abbattuto più dalla sfortuna che da Ceccherini.
Castellanos 5.5 – Poco, pochissimo peso specifico offensivo. E si arrabbia pure con i compagni, chiedendo e mimando il movimento della palla. Un attaccante che non attacca è il paradosso di una Lazio che non sa raccogliere il suo stesso seminato.
Pedro 5.5 – Ingabbiato dalla Cremonese, non gli si può chiedere più di ciò che dà: corsa, impegno, presenza. È una partita così brutta, che nemmeno lui può migliorarla. (Dal 64’ Noslin 6 – Il dubbio permane: avrebbe fatto meglio, schierato dal primo minuto? Perché è suo il primo tiro pericoloso della Lazio e sono sue le poche imbucate biancazzurre).
All. Sarri 6 – Fa quel che può, ovvero 3 – tre – sostituzioni – sulle 5 disponibili. Ad ogni tentativo di magnificazione della squadra, lui agisce per dimostrare quanto brutta, sporca e (non) cattiva sia: non ha uomini schierabili, non ne schiera. Rinuncia a qualsiasi velleità europea in virtù di una coerenza che lo accompagna da giugno: o gli si fa mercato, o la Lazio resterà a metà classifica – e sarà lui a tenerla per mano.
















