di Giorgio BICOCCHI

Niente, è una annata cosi’, costantemente in salita e in apnea. Pensavamo – come tutti – ad inizio dicembre: prima di Natale la partita all’Olimpico con la Cremonese è fattibile e ci potrebbe dare ulteriore slancio in vista delle ultime tre sfide del girone di andata… E invece eccoci qui, alla vigilia, a contare un mucchio di assenti accertati, oltre a un paio dei nostri che sono usciti/stanno uscendo da virus influenzali e non si sa quale apporto potranno dare… Insomma, pure al cospetto del gruppo (largamente italiano, meno male) di Nicola, vera rivelazione del campionato, capace di vincere e convincere in casa del Milan e del Bologna, tanto per fare due esempi concreti di solidità, ecco una Lazio in versione “lazzaretto”, con un undici obbligato e una panchina senza tante alternative/ricambi, soprattutto dalla cintola in su.

Quella che poteva essere una gara largamente alla portata – se affrontata con tutti gli effettivi a referto – si sta già rivelando una gara-trappola perché i grigiorossi possiedono individualità collaudate (Baschirotto, Audero, Vardy, il temibile Bonazzoli, il sempre più bravo esterno Barbieri) in grado di metterci in difficoltà. Ci servirebbe un episodio – tipo un gol su angolo o comunque in acrobazia o una rete in mischia – per sbloccare la gara e orientarla a nostro favore. O, in subordine, una prodezza dei singoli (che poi saranno pochi in campo…) tipo Taty, Cancellieri, Pedro, Cataldi dalla distanza…

Insomma, la sensazione è di avere poche armi/opzioni a disposizione. Come ovviare? Bisognerà lavorare di squadra, gettare in campo ogni energia, pressare e creare la superiorità numerica sulle fasce per provare a venire a capo di una facilmente complessa e densa di insidie.
I possibili uomini-match per noi? Taty, su tutti.
Certo, vincere sarebbe fondamentale, anche da un punto di vista psicologico giocando soltanto mezza Serie A in questo turno pre-natalizio: ci consentirebbe di sorpassare il Como e di acciuffare il Bologna, pensate un po’, roba oggettivamente impronosticabile solo un mesetto fa.

Ecco, servirebbe un pizzico di fortuna – mai avuta quest’anno, a conti fatti – per superare di slancio anche l’ostacolo-Cremonese, presentandosi all’ultimo appuntamento dell’anno, a Udine, col vento in poppa. Chissà allora cos’avrà in mente il futuro per questa Lazio oltraggiata, per via delle multiple assenze, dal fato avverso…

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