di Arianna MICHETTONI

Provedel – 7: va in sofferenza quando il Parma trova coraggio da una Lazio rimasta in 10. Ciononostante, pure grazie al goffo aiuto di Patric, riesce a gestire una situazione difensiva mai davvero preoccupante. Persino quando, ormai in 9, trova la miglior parata di giornata sul tiro di Estévez.

Marusic – 6: manca la sua spinta offensiva e, quando la tenta, sbaglia i tempi del movimento, finendo in fuorigioco o tardando il cross in area.

Patric – 6: (ben)tornato alla titolarità, nonostante crei qualche grattacapo a Provedel é encomiabile per impegno – pure eccessivo. (Dal 70’ – Provstgaard 7: più che sufficiente per tenuta mentale e gestione dello stress: entra, a sua insaputa, pochi minuti prima del disastro. Ma se ne frega della difficoltà: si piazza in area e prende ogni pallone di testa, frapponendosi corporalmente tra il Parma e la porta che difende con commovente impegno).

Romagnoli – 7: quasi affatto impensierito dalla sterile offensiva parmense, fa un gran lavoro di sintesi centrocampo-difesa quando la Lazio resta in 9. Il miglior spazzatore di palla.

Pellegrini – 7: vivacizza la sua fascia e regala un buon primo tempo alla Lazio, quando la partita era ancora giocabile sul piano tecnico. Ma regge benissimo anche l’impatto nervoso causato dalla doppia espulsione.

Guendouzi – 6.5: il suo essere tutto-campista si è rivelata l’arma segreta della Lazio. Difensore aggiunto nei momenti di maggiore concitazione, é stato fondamentale nel far numero e nel fer mucchio per sopperire alla doppia penalizzazione.

Cataldi – 7,5: fa un lavoro di ordine e centrocampo quando c’erano da dettare i tempi. Ha, oggi, una spiccata eleganza nell’uscire palla al piede. (Dall’88 – Vecino: SV)

Basic – 5,5: non avrebbe mai meritato l’insufficienza ma decide, nella peggiore giornata arbitrale, di allargare scenograficamente il braccio e colpire l’avversario. L’arbitro lo punisce con un rosso diretto, un po’ troppo fiscale, interrompendo una prestazione buona, con i soliti notevoli picchi personali.

Cancellieri – 6: finché ne ha, fa un buon lavoro di spinta e ingresso in area, seppur rinunci con troppa ritrosia al tiro o alla giocata personale. (Dal 70’ – Dele-Bashiru 6.5: il suo ingresso è condizionato dalla contingenza 9vs11. Non può esprimere il suo gioco, può solo posizionarsi in area e far mucchio per velocizzare lo scorrere del tempo).

Castellanos – 6: al solito, il suo è un lavoro di pulizia nel recupero del pallone e di apertura degli spazi. Non l’istinto del bomber o la capacità di sfondamento d’area: più raffinatezza, meno concretezza. (Dal 69’ – Noslin 8: L’uomo della provvidenza, colui che sovverte le leggi del male e conferma che il bene vince sempre. Vince per convinzione, spregiudicatezza, persino un pizzico di ironia – li dribbla tutti, pure il portiere, dimostrando che la dura legge del gol esiste e punisce).

Zaccagni – 5: fa un’entrata sciocca, sprovveduta e nefasta. Da capitano, non può causare la sofferenza e la difficoltà della tua squadra.

All. Sarri – 8: é la sua partita. Il coronamento del suo progetto. É anche lo sguardo preoccupato che qualcuno gli ha rivolto, vedendolo passeggiare istericamente a bordo campo nei minuti di recupero. Inventa la fantastica atmosfera laziale consegnando solidità difensiva, disciplina a centrocampo e peso all’attacco. Ora, se iniziasse a credere di più in Noslin…

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