di Gisella SANTORO
Matteo Guendouzi non si nasconde. “Sarri mi ha detto che quest’anno devo segnare tra i 5 e gli 8 gol. Non so se ci riuscirò, ma ci proverò sicuramente”, ha dichiarato il centrocampista francese.
E contro il Bologna, Guendouzi ci ha provato sul serio ed è andato molto vicino al gol in almeno un paio di occasioni significative. I suoi tentativi sono stati così pericolosi da costringere il portiere avversario, Federico Ravaglia, a interventi eccezionali. Queste parate hanno negato al centrocampista francese di aggiornare il tabellino che fino ad ora conta due reti in stagione (una messa a segno contro l’Hellas Verona e una decisiva contro il Lecce).
Ma la sua influenza in campo va ben oltre il tabellino dei marcatori. Lo si è visto chiaramente nella sfida contro il Bologna (1-1), dove è stato uno dei protagonisti assoluti.
Guendouzi si conferma un giocatore completo e di grande esperienza, che aggiunge dinamismo e qualità al centrocampo. Nonostante il suo temperamento focoso lo porti talvolta a sfiorare il nervosismo (e le relative squalifiche), Sarri lo considera un pilastro: è schierato titolare quasi sempre in campionato e nelle coppe, a testimonianza della sua innegabile importanza tattica.
Nelle partite più combattute e in quelle meno brillanti, è spesso l’unico a guadagnare la sufficienza, dimostrando che i gol sono solo una parte della valutazione complessiva di un calciatore. La sua grinta e la sua corsa instancabile, che lo vedono “su e giù” per il campo, lo rendono un vero collante tra attacco e difesa. I suoi capelli al vento e il suo stile apparentemente disordinato possono ingannare, ma è proprio la sua onnipresenza a fare la differenza.
Oltre al contributo tecnico in campo, Guendouzi è un leader carismatico fondamentale nello spogliatoio e con i tifosi. È il primo a scattare per abbracciare chi ha segnato, e in ogni singola partita porta la sua grinta sotto la Curva Nord (per le partite casalinghe) e sotto il settore ospiti (per le trasferte) incitando e galvanizzando il pubblico laziale, dimostrandosi un vero “gasa-tifosi”.
















