di Giorgio BICOCCHI

Figurarsi se un tecnico maniacale nella preparazione di una gara come Sarri non abbia annotato i difetti del Bologna emersi nelle ultime due gare interne contro Cremonese e Parma. Una difesa schierata altissima che ha incassato gol e pericoli costanti. Qualcuno obietterà: mancava Heggem, ultima scoperta del mago del mercato Sartori, e con lui in campo domenica probabilmente sarà tutto diverso. Tutto vero anche se la sensazione però è che i rossoblu’, complessivamente, vivano un momento di difficoltà, più fisica evidentemente. Sta di fatto che una Lazio in palla – giostrando sulle fasce e poi fiondando la palla nel cuore della difesa rossoblu’ – potrebbe davvero costruirsi una dote importante. Insomma, nonostante l’usura muscolare accumulata nei quasi 100 minuti complessivi della sfida di Coppa con il Milan, speranze di far bene e di schivare alla grande la sfida ci sono, eccome.

Bisognerà sfruttare ciò che concederà il Bologna e mostrare attenzione agli esterni d’attacco rossoblu’: Orsolini, Cambiaghi, Dominguez, la lista e’ lunga e tutta di classe. Castro, li davanti, andrà limitato col fisico e la posizione. Ciro partirà in panchina e solo rivederlo ci riporterà alla mente gli oltre 200 gol messi a segno in biancoceleste.

Certo, vincere significherebbe parecchio alla vigilia di tre gare non impossibili che ci porteranno alla fine dell’anno. Servirà cambiare spesso il fronte del gioco, ribaltarlo con azioni rapide e ficcanti. In questo contesto sarà sempre Zaccagni – magari con Cancellieri o Isaksen – il grimaldello ideale. Chi schiereremmo davanti? Vi stupiremo, diciamo Noslin. Perché davanti ad una squadra che si spinge avanti senza complessi lasciando spesso praterie, l’olandese – più di Taty o Dia, più lenti in progressione – potrebbe davvero fare sconquassi.






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