di Gisella SANTORO 

Le sfide tra Milan e Lazio a San Siro hanno sempre un sapore unico per Alessio Romagnoli. Il difensore biancazzurro ha vissuto con la maglia rossonera stagioni importanti e ricche di soddisfazioni, un passato che non rinnega, pur essendo oggi pienamente concentrato sulla sua realtà laziale.
Già prima del fischio d’inizio, l’aria si è fatta densa di significato: il saluto alla sua ex curva, la Curva Sud del Milan dove è cresciuto calcisticamente fino a diventare il difensore solido che è oggi, è stato un gesto di profondo rispetto, preludio a quella che si è rivelata una vera e propria battaglia in campo.
La gara, pur avendo avuto momenti dal ritmo più blando, è stata caratterizzata da grande fisicità e numerosi duelli corpo a corpo. Ed è proprio in queste situazioni di scontro che Romagnoli non si tira mai indietro. Per un’entrata decisa su Leão, il difensore ha rischiato grosso ma è stato graziato dall’arbitro Collu, che ha optato per il cartellino giallo invece del rosso. Nonostante il pericolo di lasciare la squadra in dieci, Romagnoli ha mantenuto inalterata la sua intensità, continuando a guidare il reparto difensivo con la sua solita grinta e senza frenare la sua aggressività.
Il culmine emotivo è arrivato quando la partita volgeva al termine. Con la Lazio schiacciata nell’area di rigore del Milan in cerca di un meritato pareggio, il destino ha voluto che il nome di Romagnoli tornasse al centro della scena. In un’azione concitata, il difensore si è ritrovato con un pallone delizioso sui piedi e ha scagliato la conclusione in porta, un tiro ribattuto però dal gomito di Pavlovic. Dopo un lunghissimo consulto l’arbitro sentenzia che non è rigore a causa di un presunto fallo di Marusic e fa riprendere il gioco con una rimessa dal fondo per il Milan.
Questo episodio ha immediatamente scatenato la polemica non solo sul campo e a bordocampo, ma anche sui social e sui giornali sui temi caldi del calcio italiano: arbitri, VAR e un regolamento che, troppo spesso, sembra ancora lasciare spazio a eccessive interpretazioni personali. La notte di San Siro per Alessio Romagnoli è stata la perfetta sintesi tra la lealtà verso il Milan, la passione per la Lazio e una leadership che si manifesta con i piedi, con la voce e con l’esempio, in prima linea fino all’ultimo secondo.

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