di Giorgio BICOCCHI
Tre moniti per la Lazio che sale nel Meazza rossonero (dove Sarri, con noi, ha sempre perso…). Il primo: non prestare il fianco al gioco di rimessa del Milan, maestro nel recuperare la palla e nel fiondarla in verticale. Il secondo: schermare Modric, il faro di una squadra che non perde da agosto. Il terzo: non distrarsi sui palloni aerei perché sarebbe davvero una beffa reggere il confronto sul piano del gioco, del ritmo e poi essere fregati su una incornata magari di Pavlovic o Fofana.
Inutile girarci attorno: il pronostico e’ tutto rossonero. Forse non sarebbero nemmeno queste – in una stagione balorda per tanti motivi come quella che stiamo subendo – le trasferte in cui augurarsi di conquistare punti. Ma la Lazio sembra oggettivamente in palla se è vero che – dal derby in poi (era metà settembre…) – ha sbandato solo con l’Inter mettendo assieme altre sette gare positive.
Gli interpreti che potrebbero regalarci emozioni? Gli esterni, sicuro. Ecco, se Zaccagni e Isaksen – magari con il contributo dei guardaspalle Marusic e Pellegrini – dovessero davvero presidiare con profitto le fasce e poi ripartire di slancio, avremmo buone possibilità di far male alla difesa a tre del Milan. Che, anche in questa lunga sequenza di gare senza macchia, ha sempre concesso almeno tre o quattro occasioni nitide subendo, alla fine, lo stesso numero di gol dei biancazzurri (9).
Avanti con fiducia, allora. Posto che le sfide da non fallire – da qui al termine del girone di andata – saranno quelle contro Parma, Cremonese, Udinese e Fiorentina, chissà che da San Siro non arrivi una notte stellata. Con una Lazio coraggiosa e impenitente che mandi in tilt il Milan “allegriano”…
















