di Gisella SANTORO (foto © Antonio FRAIOLI)

La sfida tra Lazio e Juventus era iniziata da appena 10 minuti quando Isaksen ha deciso di lasciare tutti a bocca aperta. Non è servita un’intera partita per far emergere le sue qualità tecniche, ma è bastata una singola azione nella quale ha messo in mostra tutto il suo repertorio: tunnel, dribbling, velocità, abilità nel saltare l’uomo, capacità di lettura dei movimenti e cross perfetti all’interno dell’area di rigore.




Il danese è stato una vera spina nel fianco per la difesa avversaria e, non a caso, è stato il giocatore che ha subito più falli durante l’incontro, dimostrandosi incontenibile sulla fascia e quasi impossibile da fermare. Così, mentre gli avversari erano alle prese con un indomabile Isaksen, la squadra biancoazzurra seguiva l’azione, creava superiorità numerica e molto spesso è stata pericolosa nell’area di rigore bianconera.

Nella partita che segnava il suo ritorno da titolare dopo che la mononucleosi lo aveva costretto ai box. Isaksen ha dimostrato di aver ritrovato la continuità non solo in allenamento ma anche in partita. Con prestazioni di questo livello, sarà difficile per Sarri tenerlo fuori dalla lista dei titolari nelle prossime sfide.

E a proposito di allenatori: proprio Igor Tudor, quando due anni fa ha allenato la Lazio, lo aveva definito cedibile. Una bella rivincita nei confronti di una persona che non era riuscito a valorizzare il reale talento del giocatore.

Isaksen avrebbe meritato il gol per coronare la sua giornata e, poco prima di essere sostituito, ci è andato vicino mancando la porta di un soffio dopo aver orchestrato un contropiede perfetto

La prestazione di Isaksen è stata un inno alla determinazione e al talento, un segnale forte e positivo per il proseguimento della stagione.






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