di Arianna MICHETTONI – foto di Antonio FRAIOLI

Provedel 7 – Abbassa la saracinesca e impedisce qualsiasi finalizzazione bianconera. La parata su David è l’immagine della sua super-partita: sempre pronto, sempre reattivo.

Lazzari 6.5 – Più sregolatezza che genio. Regge comunque 54’, dopo aver garantito un apporto bilanciato di attacco e difesa, spendendo uno scenografico cartellino giallo utile, in realtà, ad arrestare un pericoloso contropiede. (Dal 55’ Pellegrini 6 – La sua velocità è preziosa; tuttavia, pare a volte abbia un approccio “raffazzonato” alla fase difensiva. Semplicemente, quando è il momento, il pallone va spazzato – non giocato)

Gila 6.5 – Un mezzo di voto è rosicchiato dal folle passaggio sbagliato, che ha aizzato il momento di massima aggressione bianconera. In generale, è colui che rischia interventi dalla difficile e delicata esecuzione, venendo però premiato dalla (ritrovata) buona sorte.

Romagnoli 7 – Fa da contraltare solido e centrato. Meno appariscente del compagno di reparto, più efficace nella copertura dei momenti di sofferenza apicali.

Marusic 7 – Prestazione di altissima affidabilità. Utilizza la sua facilità per dominare la fascia destra e per spegnere qualsiasi prepotenza juventina.

Guendouzi 6.5 – Ha sui piedi tante potenziali giocate, da cui però non trae il massimo risultato. È fondamentale, però, il suo proporsi e soprattutto la sua capacità di ricevere e far girare palla, leggendo tempi e ritmi di una partita tanto intensa quanto di complessa gestione.

Cataldi 7 – La vittoria passa anche per i suoi piedi: è suo l’assist per Basic. Fa un ordinato e attento lavoro di smistamento, un lavoro operaio di filtro, contenimento e gestione delle palle inattive. Ha dimostrato di poter essere il metronomo di questo centrocampo, aiutando la costruzione del gioco laziale.

Basic 8 – Sta scrivendo una bellissima pagina di Lazio. Un romanzo, una fiaba, certamente un percorso di redenzione che dimostra che cambiare si può, migliorare si può, persino il lieto fine è possibile – se si lotta per ottenerlo. E Basic questa sera è un guerriero, di quelli senza macchia e senza paura, di quelli che salvano la principessa in difficoltà. E vissero per sempre felici e contenti? (Dal 68’ Vecino 6.5 – Aiuta la compattezza laziale nei minuti di maggiore sofferenza, aiutandola a costruire momenti di break utili a riportare ossigeno e fiducia).

Isaksen 7.5 – Il suo ritorno di condizione è diretta causa – e conseguenza – del ritorno alla vittoria della Lazio. Ha una velocità, e in alcuni casi una facilità di inserimento, che aumenta esponenzialmente la pericolosità laziale. Manca un po’ di precisione, minuzia nell’enorme portata della sua prestazione. (Dall’83’ Pedro SV – Ma è sempre giusto partecipi alla festa)

Dia 6 – Poco concreto, poco pragmatico: fa male la fase offensiva, dove quasi mai si fa trovare pronto; fa male la fase di contenimento o di recupero pallone, non riuscendo nemmeno ad imporsi fisicamente. In ogni caso, conta numericamente e fa quel che può per garantire impegno. (Dall’83’ Noslin SV – Ma che rischio su quella palla mal recuperata nella sua area…)

Zaccagni 7 – Va a giocare da terzino aggiunto, quando la Juventus tenta l’isterico assalto. Non risparmia nulla della sua condizione: a fine gara è uno straccio che ha assorbito tutte le difficoltà tecniche, atletiche, persino emotive della partita.

All. Sarri 8 – Non ha mai smesso di crederci e, come un vecchio adagio conferma, vince sempre chi più crede. La squadra è ormai una sua estensione: un gruppo che gioca con lui, e per lui, costruito da lui. Che nessuno osi interferire.

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