di Giorgio BICOCCHI (foto © Antonio FRAIOLI)
“Peccato perché nei gol di Cancellieri ci avevo visto il nuovo Domenghini…”: usa l’iperbole un tifoso imbiancato scendendo le scale dell’Olimpico dopo oltre 100 minuti di gara. La Lazio pareggia col Toro pagando, soprattutto nella ripresa, il peso degli assenti nei reparti nevralgici della squadra. Stavolta in difficoltà la coppia Dia-Taty. La cosa buona – da cui ripartire dopo la sosta – e’ il nuovo assetto offensivo che, in due gare, ha fruttato sei gol. Poi c’è Cancellieri: ala vecchio stampo che corre, crea superiorità e che adesso segna pure gol pesanti. “L’avemo aspettato tre anni… chissà se è sbocciato”, si commenta allo Stadio dei Marmi dopo il rigore-thrilling di Cataldi…
Primo tempo
– Pochi minuti per capire che sarà la fascia presidiata da Tavares quella in cui il Toro ci metterà più in crisi;
– Ed e’ proprio da una omissione del portoghese che si origina il gol del Toro. Provedel smanaccia ed e’ un gioco da ragazzi per Simeone (ma quanti gol ci ha segnato in carriera?) mettere in rete;
– “Vedi a gioca’ senza terzini che difendono che vor di’?”, si filosofeggia in Tribuna. In cui si rimpiangono pure i criticatissimi (all’epoca) Pancaro e Favalli;
– Il Toro palleggia anche se la sensazione è che non abbia una difesa imperforabile. E la conferma arriva subito: Pedro si fa perdonare un retropassgio galeotto che per poco non regala lo 0 a 2 ai granata. Pedrito inventa un lancio in verticale perfetto per Candellieri che si invola e da fuori area scaglia un sinistro di rara potenza. Un gol favoloso!;
– Ancora Toro ma noi gradiamo le verticalizzazioni!
Taty piace di più di Dia. Pedro aiuta poco Nuno che però sembra maggiormente sul pezzo. Da quest’altro versante Hjsay gioca la sua onestà gara. “Questo con l’Albania e’ sempre titolare, eh?”, sentenzia un amico;
– Il Toto si fa ancora una volta sorprendere di rimessa. Altro lancio per Cancellieri che si ingobbisce e, d’astuzia, infila Israel. Mucchio di abbracci per l’esterno, l’uomo nuovo della Lazio in questa stagione;
– Partita capovolta e – vista la lunga lista di assenti – quasi non ci si crede. Che ripresa sarà? Occhio alla panchina lunga del Toro. E poi aiutare Tavares perché è da quel versante che il Toro carica…;
Secondo tempo
– Giochicchiamo – invece di affondare – e qui commettiamo un errore. Per carità, il Toro non combina granché ma tiene palla e comunque ci tiene sulle spine;
– Piccinini ammonisce Romagnoli (mah…) inaugurando la sua drammatica ripresa;
– Sarri esclude Basic (ma era stato il croato a chiedere il cambio…) e getta nella mischia Belayhane. “Ma non perdemo in chili e centimetri?”, ci si chiede accanto a noi;
– Baroni rivolta la squadra. E’ il folletto Adams a toglierlo dagli impacci segnando un gran gol al volo d’esterno;
– Qui ci svegliamo. Attacchiamo e collezionismo angoli e mischie. Noslin rileva Dia: e si vede che ha voglia di fare;
– Viene convalidato il terzo gol del Toro (ma quanti dubbi) r torniamo a rivedere le streghe. Per fortuna la squadra ha un moto d’orgoglio: Noslin riconquista d’astuzia un pallone che sembrava morto e subisce una annata da Coco. Arbitro, da un metro, lascia correre;
– Per fortuna ci pensa il Var (ma perché dopo quattro/cinque minuti visto il rigore solare?) a ribaltare il verdetto. Stavolta Cataldi – nella stessa porta degli orrori di Lazio-Bodoe – e’ freddo nel siglare il 3 a 3;
– “Aho, ho fatto bene a non anda’ a Ostia… a me sta Lazio, pur rimaneggiata, mica è dispiaciuta…”, si filosofeggia in coda, sul Lungotevere. Ora, dopo la sosta, prima Juric e poi Tudor: ostacoli dalmati da schivare per ritrovare definitivamente un po’ di tranquillità…
















