di Arianna MICHETTONI – foto di Antonio FRAIOLI

Provedel 5,5 – Era incolpevole sui primi due gol, e la super-parata su Ngonge è il cerotto sull’emorragia biancazzurra. Che tiene poco: la crisi laziale è troppo dirompente, persino per una – tutto sommato – ritrovata condizione (in più occasioni dimostra riflessi pronti). Domina l’area chiamando palla e rinunciando ben volentieri ai dettami della costruzione dal basso. Ma sul gol di Coco è tanto colpevole quanto un’intera squadra che non fa nulla per evitare l’onta del terzo gol.

Hysaj 5.5 – L’ennesimo schierato dall’emergenza perenne – ed esistenziale – della Lazio. Eppure, come gli ultimi che scatenano le rivoluzioni, tiene la fascia persino meglio del più mediatico Taveres. Difensivamente solido, poco assistente di Pedro in fase offensiva.

Gila 5.5 – Aiuta la Lazio persino nelle uscite palla al piede, conquistando metri e spazi utili alle ripartenze della sua squadra. Si aggrega al gruppo degli attaccanti nei minuti finali, quando una Lazio disperata fa di tutto per riacciuffare il pareggio punti. Coraggioso e spregiudicato, smentisce quella svogliatezza che ne pregiudicava la prestazione.

Romagnoli 5 – Sparisce dal campo quando la Lazio ha più bisogno di compattarsi e resistere all’assedio granata. Invece, cagiona il pareggio di Che Adams.

Tavares 5 – Non riesce a inserirsi nelle logiche difensive Sarriste – di cui assume connotati quasi caricaturali. Se la fase difensiva è una croce, la delizia non sta certo nell’attacco: velocità a fasi alterne e quasi nessuna predominanza fisica. Ennesima tegola: esce per infortunio. (Dall’89’ Lazzari – SV)

Cancellieri 7.5 – Nonostante l’orrenda Lazio nella seconda frazione di gioco, Matteo si distingue per determinazione e voglia di trascinare la Lazio fuori da quel pantano in cui sembra crogiolarsi. Bellissima doppietta, di chi ha inciso a fuoco il suo nome sulla fascia e di chi ha abbracciato la causa con sacrifico e dedizione. Il calciatore è in crescita, ma più di qualsiasi valutazione tecnica, la menzione di merito va per carattere e atteggiamento.

Basic 6.5 – Da rinnegato ad applaudito, una bellissima – ci si concede un po’ di sentimentalismo – parabola ascendente, che fa della redenzione il vero valore morale di questa squadra. Non solo è l’innesto perfetto a centrocampo, ma è anche autore dell’assist del raddoppio di Cancellieri. E dalla sua uscita dal campo, la situazione precipita: manca ordine e disciplina, le stesse agite dal (per una volta soltanto!) Milinkovic-BASIC. (Dal 65’ – Belahyane 6 – Sarri lo tenta per rinfrescare un po’ la manovra biancazzurra, stancata dalle continue interferenze granata. Mostra timidi segnali incoraggianti, qualche buon inserimento – di certo, la condizione di partita che ha dovuto affrontare non è ottimale e men che mai adatta a esaltarne le caratteristiche.

Cataldi 7 – La freddezza con cui batte il rigore che salva – letteralmente, salva – la Lazio è seconda solo a un’esultanza esasperata, conseguenza di una situazione esasperante. Ha un moto liberatorio cui segue immediatamente uno sbuffo, quasi a voler tirare via aria e negatività e quella sensazione opprimente di accanimento contro la Lazio. Statisticamente, è pure quello che corre di più in assoluto (tra compagni e avversari).

Pedro 6 – Perde di lucidità se schierato dal primo minuto, è risaputo. Ad aggravare una già precaria condizione di gioco, la gabbia che Baroni – da alleato ad avversario – gli costruisce intorno. (Dal 65’ Isaksen 5.5 – Bello vederlo in campo. Sarebbe ancora più bello rivederlo convinto, in campo. Evidentemente, non ha ancora la condizione per “aggredire” l’avversario.)

Dia 5.5 – È, purtroppo, ancora il cincischiatore su chiare occasioni da battere in rete. Non sceglie né l’assoluta potenza, né il tocco raffinato a spiazzare l’avversario. E la palla sceglie per lui: gli va via, facendogli mancare l’occasione per chiudere la partita. Sliding Doors che lo stanno allontanando dal suo destino realizzato. (Dall’81’ Noslin 7 – Nel suo scatto è racchiusa la fotografia di una folle partita, che un rigore da lui conquistato ha chiuso al 103’. Sarà interessante vederlo staffettare con Dia a parità di condizioni).

Castellanos 5 – Giornata no. Non gli riesce nemmeno l’egregio lavoro di far salire la squadra. Che oggi gira sulle fasce, dimenticandosi di lui.

All. Sarri 6.5 – Mancò la fortuna – niente di nuovo. La sua Lazio è bella e sfortunata, con una decadenza che ne aumenta il fascino e i rimpianti. Come una casa in rovina che conserva le pregevoli fatture e il ricordo di quello che fu il salone delle feste. Per rimetterlo a nuovo, servono soldi e lavoro. Il secondo, ne siamo sicuri, non manca.

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