di Giorgio BICOCCHI

“Quando ho visto che l’allenatore del Genoa era Wilson me so detto: oggi vincemo!” Dalle parole profetiche di un amico presente a Marassi ecco il tris della Lazio. Che risorge sotto la Lanterna vincendo la prima gara in trasferta, soprattutto offrendo una prestazione importante, sotto il profilo della compattezza e della fluidità di manovra. Funziona il nuovo modulo (adottato forzatamente, come sapete), piacciono Cancellieri, Castellanos (un assist e un gol) ma applausi anche a Provedel autore di interventi decisivi sullo 0 a 2. E adesso? Ora recuperiamo qualche giocatore perché c’è un’altra partitaccia all’orizzonte. Ma questo blitz – giunto in modo sorprendente, viste le premesse – autorevole e autoritario serviva maledettamente per rialzare la testa e puntellare la classifica.

Primo tempo

– Miracolo: ammoniscono un giocatore avversario dopo 23 secondi. Forse mai accaduto nella nostra storia. Dia scalciato da Vazquez: tutto legittimo;

– Biancazzurri furetti in avvio: Cancellieri avvia il contro-blitz e conclude con un sinistro a giro fulmineo. Siamo in vantaggio. “Non e che avremo segnato troppo presto?”, ci scrive il solito amico ansioso, che vede ombre dappertutto;

– Il Genoa fa fatica, eccome. Per venti minuti buoni comandiamo noi. Sempre ficcanti di rimessa e ordinati in difesa;

– Ci pensa Vitinha (che attaccabrighe…) a svegliare i rossoblu’. Prima una conclusione alta, poi un assist per Colombo che calcia in curva;

– “E te pareva che non je ridavamo fiato…”, la riflessione amara di un altro amico. Già ma pensare che Marassi fosse un catino facile da addomesticare era idea esagerata, no?;

– Per fortuna e’ una sensazione errata: Marusic scende davanti alla panchina di Sarri, offre un assist al Taty che trasforma di potenza. Una porta di Marassi che porta bene all’argentino che già lo scorso aprile aveva messo a segno uno straordinario gol al volo;

– E’ un momento jellato per gli infortuni: Marusic esce (tornerà dopo la sosta) e riecco Hysaj. Partita sul velluto? Macché, non conoscete la Lazio…;

– Abbassiamo un po’ ritmo ed attenzione e Provedel ci salva tre volte di fila. Prodigiosa la parata bassa su Colombo. Insomma, partita viva. Siamo avanti ma mai mollare…;

– “Mah, speramo bene. Qui tra un po’ Basic che nun gioca titolare da tre anni schioppa…”, sentenzia un amico di stadio. Già, sarà il caso di tornare in campo sul pezzo …

Secondo tempo

– Iniziamo con la testa per aria: ci capita, hai voglia… Il Genoa attacca ma senza impensierire Provedel. Ma sono campanelli d’allarme;

– Poi sale in cattedra Ayroldi che ci fischia contro un rigore assurdo: per fortuna il Var lo toglie. “Senno’ era da incatenarsi…”, twitta un amico rivoluzionario;

– Il Genoa rimedia un paio di “gialli” ma e’ punito da Zaccagni sottomisura: 0 a 3;

– Viiera, dalla tribuna, rivolta i rossoblu’ con quattro cambi. Sarri osserva e chiede: “come state?”. Basic gli risponde “Ok, Mister…”. “Figurate, quello non gioca da tre anni, c’ha na’ voja de corre pazzesca…”;

– Ci picchiano parecchio. Pellegrini esce malconcio, riecco Nuno dopo il patatrac del derby;

– “Ammazza come ce menano…”: con la partita ormai compromessa ai rossoblu’ cedono i nervi;

– Ormai giochiamo sul velluto: Cancellieri si mangia un gol fatto. Idem, pochi secondi dopo, Zaccagni. Corriamo e siamo in fiducia: una bella Lazio, diamine;

– Bentornato Patric! Sarri spedisce in campo lo spagnolo (da quanto mancava? Abbiamo perso il conto…), risparmiando qualche forza;

– Potere del risultato favorevole: fino alla fine la squadra sprinterà, impegnandosi anche a non subire reti. Sembrerà una considerazione pleonastica ma si cresce anche così…

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