di Giorgio BICOCCHI

“Speravo de non rivede’ errori come quello di Wallace… invece rieccoci qui, nove anni dopo…”. Si rivanga il passato all’uscita dall’Olimpico: alzi la mano chi crede che la Lazio abbia meritatamente perso… Ma i derby sono così, regalano fregature solenni. E lasciano pure appendici scivolose: adesso a Marassi, lunedì notte, probabile il ritorno di Basic stante la mancanza di tre o quattro centrocampisti… Creiamo un maggior numero di nitide occasioni da rete ma la Roma prevale col mestiere, aspettando il nostro errore che puntualmente arriva… Adesso la classifica si fa pesante alla vigilia di un altro poker di gare da far tremare i polsi. “D’altronde la Lazio e’ cosi: quando piove da noi diluvia…”. Già…




Primo tempo

– Ci prendono a calci ma Sozza sorvola decidendo di non estrarre “gialli’. Sarà un comportamento che confermerà per tutta la frazione. La Lazio e’ viva: calcia alto con Pedro e Tavares;

– La Roma ci lascia sfogare, pronta a ripartire. E’ dalle parti di Rensch che i giallorossi affondano. “Niente, in attacco se crea poco..”, si mastica amaro in tribuna;

– Si fa male Dele, entra Belayhane. Codiai parecchi centri menti e ogni palla alta sarà un problema;

– Belayhane impegna Svilar. Poi Rovella percorre mezzo campo a tutta ma sbaglia l’ultima opzione. Si riacutizza il dolore all’inguine. Qui Sarri decide di tenerlo in campo, aspettando l’intervallo per la sostituzione. E sarà un errore perché saranno i momenti in cui la Roma farà la voce grossa;

– La frittata la combina Tavares: perde palla, Pellegrini infila l’angolo quasi da fermo. E’ una mazzata. “Maledetta costruzione dal basso…”, già. Bastava spazzare…;

– Andiamo in crisi, davanti non incidiamo nonostante Pedro resti mina vagante. Ma e’ dalla parte opposta che Zaccagni e Tavares combinano poco…;

– “E quando la riprendi sta’ partita adesso”, si riflette accanto a noi considerando anche la scarsa propensione dei nostri a riaccappare le sfide:

– Praticamente in 10 subiamo. Ci manca poco che Rensch e Pellegrini raddoppino. Meglio la Lazio nella prima mezz’ora, poi – con il mestiere – e’ emersa la Roma. E adesso? Adesso sono guai perché dovremo concedere il contropiede ai rivali nel tentativo di ricongiungerci;

Secondo tempo

– Ci si aspetta una Lazio all’arrembaggio ma non va così. La Roma colleziona più angoli che occasioni;

– “Date una palla a Dia”, si urla in tribuna. E la palla gli arriva: il senegalese parte dalla nostra metà campo, fila verso Svilar ma poi calcia in curva… “Pareva er rigore de Graziani contro il Liverpool”, la riflessione salace di un amico;

– La Lazio si riassesta, la Roma non chiude la gara. Gasperini cambia mezza squadra. Noi buttiamo dentro Taty che meriterebbe il gol dopo una bella azione personale. Ma non è aria perche’ la palla lambisce il palo;

– Sozza mette mano al cartellino solo al minuto 83. Poi espelle Belahyane. Sembriamo un pugile suonato ma e’ una sensazione errata. Taty impegna Svilar. Poi Cataldi timbra la traversa. Jella su jella. Guendouzi pregiudica l’esito della prossima sfida di Marassi insultando l’arbitro;

– “M’aspettavo un campionato da trincea: direi che già ci siamo dentro”, si scrive un vecchio amico di stadio. Quattro gare, tre sconfitte: si, amico mio, e’ già ora di mettersi l’elmetto e di guardare con molta apprensione i bassifondi…






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