di Stefano BELLI

Il ds Fabiani lo aveva detto durante il pre-partita e così è stato: gli episodi hanno deciso il 187^ Derby della Capitale che ha visto la Roma trionfare sulla Lazio per 1 a 0 grazie al regalo di Nuno Tavares che ha spianato la strada a Pellegrini per il gol decisivo, tre punti che rilanciano la squadra di Gasperini e affossano quella di Sarri – già 3 sconfitte nelle prime 4 giornate, un ruolino non esaltante per chi punta a tornare in Europa. I biancazzurri ci hanno messo del loro, tra le condizioni fisiche precarie di Dele-Bashiru e Rovella (entrambi out dopo l’intervallo), le occasioni colossali sciupate da Dia e Castellanos, l’espulsione di Belahyane e soprattutto il palo scheggiato da Cataldi a tempo quasi scaduto che ha salvato i giallorossi da una rimonta sul filo di lana.

PROVEDEL 5,5 – Anche nel derby lascia la sua impronta, a modo suo: rinvii alla viva il parroco, uscite incerte, sorpreso e beffato dal tiro angolato ma non certo imprendibile di Pellegrini, se la cava a malapena sulla botta ravvicinata di Rensch. A inizio ripresa concede solamente il corner a Angeliño e cerca di tenere a galla i suoi.

MARUSIC 6 – Non sempre impeccabile sui disimpegni anche se oggi bisognava impegnarsi veramente a fondo per fare peggio di Tavares.

GILA 6 – Non si fa intimidire dall’entrataccia di Ferguson, argina come può l’avanguardia giallorossa ma sull’infortunio di Tavares può farci ben poco anche lui.

ROMAGNOLI 6 – Sfiora su calcio d’angolo con un colpo di testa il gol che aveva trovato lo scorso aprile. Dal canto suo non sbaglia nulla ma quando i tuoi compagni di reparto giocano per gli avversari tutto diventa enormemente complicato.

TAVARES 4 – Prova a salire sugli scudi al 23′ con un tiro da fuori che non impensierisce Svilar. Fatica a sfondare sulla corsia di sinistra per l’opposizione di Rensch che poi è bravo a rubargli il pallone su una leggerezza imperdonabile dalla quale nasce il gol del redivivo Pellegrini. Sarri gli concede la grazia di aspettare l’intervallo per toglierlo di mezzo – forse una volta per tutte – prima che faccia altri danni. (DAL 46′ PELLEGRINI 5,5 – Se non ne eravate ancora convinti, oggi è arrivata l’ennesima riprova che il Pellegrini buono ce l’hanno dall’altra parte del Tevere. Pennella i cross come Caravaggio, dopo che si è scolato un fiasco di vino)

GUENDOUZI 5,5 – Cuore e anima di una squadra che paga a carissimo prezzo le condizioni fisiche e – soprattutto – gli svarioni. Nella ripresa, orfano di Rovella, sembra un Don Chisciotte qualsiasi contro i mulini a vento. L’espulsione – evitabilissima – a tempo scaduto gli abbassa inevitabilmente il voto che sarebbe stato sulla sufficienza.

ROVELLA 6,5 – Sin dall’inizio predica calma e infonde sicurezza, interrompe le azioni giallorosse e al 33′ trova il corridoio per dirigersi verso la porta, peccato che non se la senta di tirare e opta invece per un assist irraggiungibile per Dia. Purtroppo prima dell’intervallo accusa i postumi del pestone di Vranckx e non ce la fa per la ripresa. (DAL 46′ CATALDI 5,5 – L’emblema di una squadra che senza Rovella perde tanto, troppo, a centrocampo e non solo. E di una sfiga che con lui ci vede benissimo)

DELE-BASHIRU SV – Il suo derby dura poco più di 10 minuti, un risentimento alla coscia destra lo mette KO. Già non era al top, il caldo e una giocata forzata gli danno il colpo di grazia. (DAL 14′ BELAHYANE 5 – Già alla vigilia era tra gli indiziati per una maglia da titolare a centrocampo, il forfait di Dele-Bashiru gli spalanca le porte del campo. Non entra benissimo in partita, un’indecisione di troppo sugli sviluppi di un corner favorisce la ripartenza della Roma. In generale fatica a districarsi col pallone – ma anche senza non è che le cose vadano magnificamente – e, in preda al nervosismo,  si fa sventolare il rosso per un’entrata a gamba alta su Baldanzi)

ZACCAGNI 6 – Prova a suonare la carica prima della mezz’ora con una parabola che Svilar deve mettere in angolo. Ci mette la grinta e sprona i tifosi a farsi sentire, ma ci vuole ben altro per vincere i derby.

DIA 5 – Qualche incomprensione nei fraseggi con Tavares. La macchia più grande arriva nel secondo tempo quando ha l’occasione più unica che rara di rimettere le cose a posto: con una prateria a disposizione, tutto solo davanti a Svilar riesce incredibilmente a calciare alto graziando i giallorossi che si erano fatti trovare clamorosamente scoperti. (DAL 62′ CASTELLANOS 5,5 – Anche lui va a centimetri dall’1-1 con un destro a giro, nel recupero a gioco fermo – l’arbitro aveva fischiato fallo di Zaccagni su Mancini – calcia in bocca a Svilar da pochi passi. Resta il dubbio di come si sarebbe comportato se avesse giocato dall’inizio)

PEDRO 6 – Lo spagnolo rompe gli indugi con la prima occasione del match al 17′. Un fuoco di paglia che non basta ad accendere i biancazzurri, penalizzati oltremodo dagli episodi. (DAL 79′ NOSLIN SV)

ALL. SARRI 5,5 – Gli azzardi su Dele-Bashiru e Rovella non pagano: il numero 7 tiene botta solo per 10 minuti, il numero 6 pur essendo tra i migliori nel primo tempo ha un’autonomia limitata e deve arrendersi all’intervallo. Nemmeno la scelta di premiare Dia con una maglia da titolare dà i suoi frutti, visto il jolly malamente sprecato dal numero 19. Non ha colpe sulla preparazione di una partita che era in perfetto equilibrio (anche per merito del caldo che ha contribuito a tenere i ritmi bassi) prima della cappellata madornale di Tavares. Contro il Genoa, tra squalifiche e infortuni, dovrà inventarsi il centrocampo, e non per modo di dire.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.