di Gisella SANTORO
Durante la partita tra Sassuolo e Lazio, l’attenzione di molti telespettatori è stata catturata da un dettaglio insolito sul corpo di Valentín Castellanos. Inquadrato di schiena, l’attaccante ha mostrato dei vistosi segni circolari sulla pelle, che hanno immediatamente generato curiosità tra gli appassionati. Lungi dall’essere un motivo di preoccupazione, si tratta di una pratica molto diffusa tra gli sportivi professionisti: la coppettazione.
La coppettazione, o cupping therapy, è un’antica pratica medica che consiste nell’utilizzare coppette (tradizionalmente in vetro o silicone) per creare un effetto sottovuoto sulla pelle. Questo processo aspira e solleva i tessuti, stimolando la circolazione e alleviando le tensioni.
Il suo scopo principale è alleviare il dolore muscolare e articolare, ridurre le contratture, stimolare la circolazione e accelerare il recupero dopo un’intensa attività fisica. I segni circolari che rimangono sulla pelle, simili a lividi, sono in realtà ecchimosi, del tutto normali e destinate a scomparire in pochi giorni.
Se in Italia nessun giocatore ha ancora ammesso apertamente di farne uso, il caso di Castellanos offre un’istantanea di una pratica comune a livello internazionale. La coppettazione è infatti da tempo una routine di recupero per atleti di fama mondiale. Cristiano Ronaldo e Mohamed Salah sono solo due dei grandi campioni che ne hanno fatto un alleato per il miglioramento delle proprie performance.
L’inquadratura “rubata” della regia su Castellanos ha fornito un’interessante conferma di come anche nel nostro campionato si stiano adottando nuovi metodi di recupero per stare al passo con le esigenze del calcio moderno, che è diventato molto fisico e impegnativo.
















