di Giorgio BICOCCHI
Nel “piccolo mondo antico” di Reggio Emilia – dove si va in bici e la vita sembra più bella – la Lazio si avvita su se’ stessa perdendo la seconda gara stagionale. “Se prendi tre punti incontrando Como, Verona e Sassuolo se capisce che sarà una annataccia…”, il commento più calzante colto sul malinconico treno che ci ha riportato a Termini. Ed e’ desolatamente così: a questa squadra manca ancora l’umiltà per lottare per il punto. Quello che limita la crisi e ti lascia in vita… Invece nulla di tutto questo: al punto che – nello scorcio di mezzo della ripresa – il patatrac e’ apparso ineluttabile. Con la squadra incapace di ribellarsi ad un destino già scritto… E adesso? Ora è dura dura con derby, Genoa, Torino, Atalanta e Juventus all’orizzonte da qui a fine ottobre… “Dimme te con chi potemo vince…”, la riflessione caustica di un tifoso…
Primo tempo
– La Lazio calcerà solo una volta in porta: un sinistro alto di Tavares a fine frazione. Per il resto sarà un ruminare fine a se’ stesso. “Me sembrato de rivede’ la Lazio del terzo anno di Sarri”, il commento di un amico;
– Eppure l’inizio era stato spigliato, abbellito da una meravigliosa apertura volgante del Taty per Cancellieri;
– Proprio l’esterno destro sarà uno dei problemi della frazione: caotico e improduttivo. “Questo te fa rimpiange Mario Piga…”. Non esageriamo, però…
– Il Sassuolo adotta sovente il lancio lungo. O la “sventagliata” spesso per Laurente;
– L’incerto Tremolada espelle prima Vranckx per un pestone violento sul piede di Rovella salvo poi rimangiarsi – con l’ausilio del Var – la decisione, solo ammonendo;
– Intanto Rovella si stira all’inguine ed esce. “Bell’affare… ma che ha giocato a fa?” Già, anche perché Sarri aveva quasi annunciato sabato la sua esclusione…;
– Lazio povera in attacco, asfittica. Senza idee. E pure cambio di passo. Un bel passo indietro rispetto al poker rifilato all’Hellas. Intanto Provedel salva di piede su Pinanonti;
– Ma non è aria… “Qui potemo pure gioca’ pe’ tre giorni di fila ma così non cambierebbe niente”, si filosofeggia in tribuna;
– L’unico forse vantaggio della ripresa? Giocarlo sotto la curva popolata dai tantissimi tifosi al seguito… Chissà che…
Secondo tempo
– La partita gira quando Muric – il portiere del Kosovo compagno di Muriqi – sventa (non si sa come…) una zuccata di Zaccagni a colpo sicuro. Pochi minuti dopo dormita della nostra difesa con il colpo in porta di Fadera…;
– “E quando la riprendi adesso…”: e infatti questo e’ un gruppo che – per evidenti limiti tecnici – non sembra in grado oggi di riprendere una partita. Va sotto e assiste impotente al crac. Come succederà anche al “Mapei”…;
– Figuratevi, il pari ci stava, eccome. Perché Pedro, Dia e Zaccagni sfioreranno l’1 a 1. Ma questa e’ una stagione così: quando pioviccica finisce poi per diluviare. Ecco, appunto… E Provedel – che lascia la nostra porta per andare a raccogliere l’ultimo cross in area neroverde – e’ l’ultima, triste immagine di questo viaggio in Emilia. Stavolta amarissimo e zeppo di sinistri scricchiolii…
















