di Giorgio BICOCCHI
Guai a pensare che i 5 gol incassati in due gare dal Sassuolo, il suo ultimo posto e l’esodo dei tifosi biancazzurri al “Mapei” (oltre cinquemila) possano essere forieri del primo blitz esterno stagionale. Le insidie abbonderanno e ci vorrà una Lazio sul pezzo per inficiarle. La possibile assenza di Rovella, intanto, e’ notizia che affligge soprattutto pensando alla mostruosa gara giocata dal nostro play quindici giorni fa contro il Verona. Bisognerà poi valutare lo stato di condizione di Zaccagni, tornato non al massimo dalla settimana trascorsa in azzurro, e di Dele Bashiru perché i rientri dall’Africa nascondono sempre insidie. Aggiungete che Marusic e’ annunciato non al massimo e che Tavares e’ anch’esso reduce da sette giorni di partite, viaggi e allenamenti con la nazionale portoghese.
Miscelate il tutto con il trio d’attacco neroverde (Berardi, Pinamonti e Laurente, roba di lusso per una eventuale pericolante) e le geometrie di Matic, rientrato in A dopo la breve permanenza al Rennes.
Insomma, il viaggio in Emilia e’ da prendere con le molle: ecco perché la gara riveste una importanza fondamentale. E’ la seconda trasferta stagionale che precede il derby della prossima settimana: schivarla – magari tornando a casa con i tre punti come suggerirebbero i recenti, ottimi risultati colti al “Mapei – sarebbe il modo ideale per riprendere quota in classifica, cancellare lo smacco del Lario e prepararsi senza ulteriori stress alla stracittadina.
C’è un indizio, però, che può lasciar sperare in una Lazio autoritaria e vincente: l’abitudine del Sassuolo di giocare sempre e comunque, l’incapacità di sapersi difendere e di chiudere gli spazi. Ma per approfittarne bisognerà giocare in modo accorto, senza concedere – ad esempio – il contropiede ai neroverdi, magari perdendo palloni sanguinosi a metà campo (insomma niente repliche del primo gol concesso al Como…). I ritorni, almeno in panchina, di Vecino e Isaksen confortano. La sensazione infatti è che la gara possa “stapparsi” nella ripresa. E noi – con l’uruguaiano, il danese, magari pure con l’aggiunta di Belahyane e Pedro – sembriamo avere i giusti grimaldelli per mandare in tilt il gruppo di Grosso…














