di Giorgio BICOCCHI

“Speriamo che ‘sta rondine faccia primavera…”. All’uscita dall’Olimpico qualcuno storpia pure i vecchi broccardi pur di essere felici… La Lazio firma la sua resurrezione: gioca, corre, crea occasioni, segna. Addirittura quattro reti con quattro marcatori diversi: roba da stropicciarsi gli occhi… Soprattutto torna ad esultare in casa dopo sei, lunghissimi mesi. “E mo’ tutti a Sassuolo…”, promettono i tifosi scendendo i gradini dello stadio… Già ma ci penseremo dopo la prima sosta stagionale. Intanto godiamoci la grande notte del Taty (due assist e un gol) e la costante produzione offensiva della squadra. Oggettivamente un’altra dopo l’amaro debutto sul Lario. Ma forse bastava crederci un po’ di più…




Primo tempo

– Da quanto non segnavamo due reti nei primi 10 minuti? E’ il Taty ad orientare il doppio blitz con due assist al bacio. Prima per Guendouzi (buono per dire che adesso i nostri centrocampisti segnano…) e poi – con una scintillante “rabona” – per l’incursione vincente di Zaccagni;

– Scioriniamo – con tigna e cuore – ottimo calcio, il quasi insperato dopo il letargo del Lario. “Aho, ma che er Verona e’ venuto a vede’ er Papa?: in Monte Mario c’è sempre il Laziale polemico, mai completamente felice, che ha voglia di svilire la nostra prestazione. Ma la Lazio c’è…;

– Quando ci addormentiamo però sono dolori: il Verona coglie un palo, poi Provedel sventa. Rovella e Guendouzi motori, funziona anche la catena di sinistra con Zack e Tavares propositivi;

– “Ma a Como non se poteva gioca’ cosi?”, si attiva amaro in Tribuna. Misteri del calcio, soprattutto – forse – di quello di agosto…;

– “Er danesino c’ha er piede pulito…”, il commento che accompagna Provsgaard, essenziale però quando serve;

– Taty meriterebbe un gol, hai voglia… E lo realizza di testa, andando in cielo, sfruttando pure una uscita disgraziata di Montipo’;

– Lo stadio (bello e appassionato) osanna Sarri: Lazio a passo di carica. Schemi oliati e attacchi da più zone di campo. Verona deludente? No, merito dei nostri!

Secondo tempo

– Ti aspetti un Verona diverso dopo un primo tempo sciagurato. Ma la Lazio tiene palla, la smista di prima. Insomma, e’ un altro monologo biancoceleste;

– Cancellieri si mangia un gol, Pedro lo cerca. Guendouzi lo troverebbe pure ma era fuorigioco. Bella Lazio, con ritmo, idee e verticalizzazioni (tante…);

– Alla fine il poker arriva grazie a Dia ma positivo – e beneaugurante – anche l’ingresso in campo di Belayane, subito in palla;

– E adesso? Pochi squilli di tromba. Lavorare a testa bassa nella sosta. “A che ora c’è er treno de ritorno da Reggio?, chiede un amico. Potenza di un poker e di una Lazio – almeno ieri notte – scintillante.






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