di Arianna MICHETTONI

Le pagelle biancazzurre della sconfitta della Lazio a Como:

Provedel – 5.5: Bersaglio del dominio comasco, risponde bene su Vojdova e tiene la Lazio a galla per 45 minuti. Nulla può, tuttavia, sull’azione finalizzata da Douvikas – la massima punizione per un corale errore difensivo.
Lazzari – 5: Purtroppo, ad oggi inutile negli schemi di gioco laziali. Non affonda, non crossa, non imposta, non difende. Semplicemente, non fa. Penalizzando anche l’asse con Cancellieri, rallentando una Lazio già fortemente compromessa da una modesta resa tattica. (Dal 61’ Marusic – 5.5: Fa un po’ meglio di Lazzari, ma il suo ingresso sembra tardivo – o comunque inutile, perché non c’è più niente da difendere)
Gila – 5: Nonostante la buona resistenza all’asfissiante pressing del Como, è con-causa del vuoto difensivo che porta al vantaggio lariano. Forse ancora avulso alle regole della costruzione dal basso, perde spesso i punti di riferimento.
Provstgaard – 6: Ottimo esordio e sufficienza d’incoraggiamento per premiare il futuro difensivo della Lazio. Presente a sé stesso, senza alcun tipo di paura o timore reverenziale, indica persino ai compagni quali movimenti coprire o agire.
Tavares – 5.5: Qualche buon affondo; in un paio di occasioni lascia l’avversario sul posto, superandolo in velocità. Si affaccia in area lariana senza avere, però, nessuno da servire. (Dal 66’ Pellegrini – 5: Non ha la stessa padronanza fisica di Tavares e, contro una squadra aggressiva e asfissiante quale è il Como, è un difetto che ne pregiudica la buona riuscita della sua prestazione)
Guendouzi – 5.5: Solito atteggiamento grintoso, cerca di scuotere i compagni ma è anche lui vittima dell’annullamento biancazzurro nei primi 45’.
Cataldi – 5: Benino in fase di impostazione, mostrando di poter dare struttura e movimento alla squadra. Molto male in fase difensiva, diventando parte dei (tanti) problemi laziali. (Dal 66’ Rovella – 5.5: Le gioie della paternità gli impediscono di affiancare i compagni dal primo minuto – e, col senno di poi, potrebbe aver concorso al Malus laziale.
Dele-Bashiru – 4.5: Non ci si accorge della sua presenza in campo. I compagni lo servono poco, ma ha la colpa di non partecipare affatto alla manovra. Corpo estraneo che nulla aggiunge, e tanto toglie, ad una Lazio in estrema difficoltà. (Dal 75’ Dia – 5: L’ingresso a partita segnata lo solleva da ogni tipo di colpa. Corre tanto, a vuoto: nulla può per evitare la mattanza biancazzurra. Sarebbe stato utile anticipare la sua sostituzione).
Cancellieri – 5.5: Di necessità, virtù: trova la titolarità data l’assenza di Isaksen, ma non è il peggiore dei suoi – almeno, non aumenta i rimpianti di una prestazione, negli undici, gravemente insufficiente. Le occasioni sono poche, la Lazio non riesce ad impostare né a dargli palloni giocabili – a lui manca il guizzo, l’invenzione, la “giocata”. (Dal 61’ Pedro – 5.5: Non riesce ad affrontare l’aggressività dei lariani, finendo per sparire nella loro grande festa d’esordio.)
Castellanos – 4.5: Non può essere il centravanti laziale. Pur subendo un’ingiustizia al VAR (gol annullato per un fuorigioco pregno di perplessità e inquietudine), non fa nulla per centralizzare o canalizzare su di sé l’azione, neanche quando la Lazio trova quel po’ di spazio per improvvisare un movimento. Non pressa, è troppo alto, non ha il “killer instinct” tipico del bomber d’area.
Zaccagni – 5: Che la Lazio sia in debito di individualità qualitative è fuor di dubbio. Che Zaccagni sia in un (apparente) calo di condizione non fa che penalizzare ulteriormente una squadra incapace di uscire dalla sua metà campo.
All. Sarri – 6: La Sarri-cam mostra tutto il suo disappunto. Un linguaggio del corpo di univoca interpretazione: mani sui fianchi, che poi si allargano, e che finiscono sulla faccia. Disappunto visibile mentre scuote la testa verso una squadra non sua – eredità di Baroni – e che prova a plasmare a sua immagine. Stagione che si preannuncia complicata.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.