di Giorgio BICOCCHI
Troppo Como per una Lazio timida e presa costantemente sul ritmo e sulle giocate veloci. In riva al Lario arriva uno stop con punteggio all’inglese: siamo onesti, i gol al passivo potevano essere anche il doppio tanto e’ stata costante la produzione offensiva del Como. Costantemente aggredita, la Lazio ha annaspato prima di crollare nella ripresa. Con poche attenuanti, beninteso. Vero e’ che forse trequarti di Serie A avrebbe sofferto davanti agli scatenati allievi di Fabregas ma la constatazione non lenisce la delusione. La Lazio e’ apparsa squadra prevedibile e dalle poche risorse. Insomma, un debutto nefasto che non ci voleva in rapporto alle previste difficoltà dell’anno. A Sarri, soprattutto, il compito di potenziare le opzioni dalla cintola in su. Magari con un modulo diverso. Resta il rammarico e un pizzico di preoccupazione per ciò che verrà. Sarà annata da elmetto: il “Sinigaglia”, con il suo verdetto, purtroppo lo ha confermato…
Primo tempo
– Un dato tanto per farvi capire la sofferenza della frazione: effettueremo la prima (ed unica) azione compiuta al minuto 34. Per il resto? Un monologo lariano…
– Il modello di calcio-Fabregas applicato da dieci giocatori di movimento che non buttano mai la palla. Nessuno spiovente in area, traiettorie basse, inserimenti, guizzi, sventagliate a destra e a sinistra;
– Per fortuna – con grande umiltà c’è da dire – ci applichiamo molto e decidiamo di soffrire. Provstgaard e’ autore di un paio di chiusure essenziali. Pure Lazzari si impegna e sventa diversi pericoli. Dall’altro versante stessa solfa: qui Zaccagni sarà ammonito. Non produciamo gioco. “Ma si sapeva”, gracchia un amico da Roma. “Questi c’hanno Paz. Noi chi?”;
– Provedel salva su Vojvoda, Rodriguez di testa accarezza il palo. Ci manca Isaksen e si vede, purtroppo, perché Cancellieri prende tanti calci e non incide;
– Pur tra mille strepiti ci sarebbe un bel rigore: Taty spinto a due mani in piena area. Manganiello sorvola, il Var glissa e si va avanti;
– E’ una gara di grandissimo sacrificio. Sarri ha le mani sui fianchi e forse già intuisce le difficoltà della stagione;
– Che ripresa sarà? In trincea. “A meno che non riusciamo a far male con qualche contropiede…”, suggerisce un amico di stadio. I dubbi sono tanti, eccome…
Secondo tempo
– L’inizio e’ beffardo: perché dopo aver comunque chiuso gli spazi becchiamo un gol in contropiede. Sapiente l’assist in verticale di Paz per Douvikas: il greco brucia Gila e infila. Per carità, vantaggio che non fa una grinza, però…
– Como in cattedra: sfiora subito il raddoppio. Poi sprazzi di Lazio: Taty arriva tardi su imbeccata di Zaccagni. “Troppa fatica per costruire azioni”, filosofeggia un amico. Vero ma si sapeva…;
– Taty segnerebbe pure l’1 a 1 ma viene segnalato il fuorigioco. Mah, forse il nostro e’ avanti di una scapola ma e’ davvero una inezia…;
– E arriva il 2 a 0 grazie al migliore in campo, il gioiello-Paz che infila il “sette” con una punizione capolavoro. Qui cala il sipario: Vojvoda spacca la traversa, rischiamo il crac;
– Da Cunha da fuori area, Provedel in angolo. “Questi arrivano da tutte le parti…”, sintetizza un altro supporters. Ritmo e tecnica: troppo per l’ingolfata e braccata Lazio del Lario. Che adesso – contro il Verona all’Olimpico – e’ già chiamata ad una prima gara-crocevia di questa stagione…
















