di Giorgio BICOCCHI
Chissà che il modello-Como, reclamizzato ormai in tutto il mondo, la squadra del futuro che produce spettacolo e business sulle rive del Lario, non si impappini proprio all’esordio, limitato magari dalla spocchia e dalla scarsa umiltà. Ecco – se dovessimo davvero affrontare una squadra immodesta, che magari entri in campo con un atteggiamento di superiorità – avremmo davvero concrete possibilità di bagnare il debutto con un blitz pesante.
Dopo un’estate così – complessa e complessata – sarebbe fondamentale partire col vento in poppa.
Per riuscirci serviranno tre cose: una bella dose di umiltà, tanto per cominciare. Poi la copertura di ogni zolla del campo, aiutandosi e raddoppiando gli sforzi. E poi limitare quelle tre-grandi risorse a disposizione di Fabregas, uno che peraltro non ha ancora digerito il deflagrante 1 a 5 dell’ultima notte dello scorso ottobre: Morata – uno che sovente ci ha fatto male – poi Paz, sempre più bravo perché incursore a tutto campo. E ancora Baturina – già segnalato un paio di estati fa da Tudor, all’epoca gia’ “stellina” della Dinamo Zagabria – e Jesus Rodriguez, uno dei tanti volti nuovi lariani, arrivato anch’esso a peso d’oro a Como.
L’esuberanza tecnica dei lombardi – già sulla cresta dell’onda per molti media – opposta al mestiere della nostra Lazio autarchica, non aiutata dal mercato, con un anno in più e un mucchio di riserve sul futuro: il “canovaccio” della sfida di domenica pomeriggio e’ largamente tracciato. Su chi puntiamo per tornare a Roma con punti pesanti? Sulla cerniera difensiva composta da Gila e Provstgaard, sul dinamismo e l’applicazione di Rovella e Guendouzi, sugli scambi a sinistra tra Tavares e Zaccagni. E’ la Lazio dello scorso anno, capace di vincere undici trasferte su diciannove. Dobbiamo darle fiducia ed accompagnarla per tutta la stagione. Come hanno già deciso di fare gli oltre ventinovemila fedelissimi che hanno staccato l’abbonamento con una memorabile – visti gli eventi – ondata di affetto…
















