di Giorgio BICOCCHI

Diciamoci la verità: rispetto alla ottima gara con il Galatasaray e al convincente secondo tempo di Burnley, la Lazio e’ apparsa in regresso. Male, malissimo nel primo tempo, leggermente meglio (ma ci voleva poco…) nella ripresa: insomma, a una settimana dall’esordio a Como le note non sono liete. Per fortuna ci hanno pensato prima una capocciata di Noslin e poi una rasoiata di Pedro ad allietare parzialmente la serata sabina, anche in rapporto agli sterili avversari. Perché per larghi tratti la squadra ha ruminato calcio neppure essenziale. Hanno latitato i centravanti (Taty espulso dopo mezz’ora). E anche i centrocampisti (ma non è che non lo sapessimo, purtroppo…) non hanno nelle loro corde la capacità di cambiare l’esito di un match. Basterà questa Lazio in costruzione per schivare la prossima imboscata in riva al Lario? E’ il quesito che ci porteremo fino a domenica prossima. “Ma e’ calcio d’agosto… Pure la prima Lazio di Petkovic perse tutte le amichevoli: ma poi alla prima di campionato sbanco’ Bergamo…”, ci rincuora un amico. Hai visto mai…




Primo tempo

– “Aho, ma a Guendouzi che J’hanno fatto i greci?”, twitta un amico direttamente da Rieti. In effetti il francese sarà uno dei protagonisti della prima frazione ma mica per gesti tecnici… Sarà lui, in verità, a scatenare il clima di veleni, calci, risse e ripicche della prima frazione. “Ma che era? Il remake di Lazio-Ipswich, 52 anni dopo”, ci scrive un altro vecchio suiveur. Per il resto? Poco o nulla;

– La Lazio sembra un libro aperto: che Lazzari, ad esempio, guadagni spazio sulla destra ma poi sbagli regolarmente l’opzione giusta e’ una costante da almeno un triennio. Dalla parte opposta Pellegrini mai arriverà sul fondo;

– Si fa una fatica boia, insomma, a creare gioco. Castellanos – prima di essere cacciato – agirà sempre spalle alla porta, mai servito. Di Dele Bashiru apprezzeremo una percussione dalla sinistra con tiro a lato;

– Per il resto un tiki-Taka senza sbocchi, asfittico. Tanto che l’Atromitos – formazione di un sobborgo di Atene che aveva perso giorni fa 0 a 2 col Derby County – controlla senza patemi;

– “Quest’anno sarà così: quando segneremo sarà come vede’ l’apparizione celeste”, confessa – pure con un pizzico di blasfemia – un amico da casa… La Lazio non punge, non calcia, ne’ dall’interno dell’area ne’ tantomeno da fuori…;

Secondo tempo

– Si sfonda di più sulla corsia di sinistra. Per carità, nessuna sarabanda. Solo che Zaccagni punta con successo gli avversari e semina un po’ di scompiglio;

– Vero e’ che con Tavares, Rovella e Pedro ci proponiamo con trame meno scontate. “Si, d’accordo” – ci richiama all’ordine un compagno di stadio – “ma i greci erano pressoché scomparsi dal campo…”;

– Prima del gol di Noslin ci proveranno Zaccagni, Pedro, Rovella. Tutti senza fortuna. “Aho, ma la difesa sembra tene’ però’…”, alimenta un pacato ottimismo un altro appassionato nonostante un gol annullato ai greci, nel finale, per fuorigioco. Prima del fischio finale il gol (alla Pedro…) di Pedrito: controllo volante e palla scagliata in porta. Chissà che il taumaturgo di inizio stagione – che mai come stavolta sarà fondamentale – alla fine non sia ancora lui…






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