di Genziana LILLERI AFICETTI

La Lazio è l’unica squadra di Serie A costretta a restare immobile sul mercato estivo, non per scelta tecnica ma per vincoli imposti dalla FIGC.




Il ritorno in panchina di Maurizio Sarri, subentrato a Marco Baroni passato al Torino, non ha portato volti nuovi: il tecnico potrà contare solo sui rientri dai prestiti di Danilo Cataldi (Fiorentina) e Matteo Cancellieri (Parma), oltre ai riscatti già concordati di Nicolò Rovella (17 milioni dalla Juventus), Nuno Tavares (5 milioni dall’Arsenal), Luca Pellegrini (4 milioni dalla Juventus), Fisayo Dele-Bashiru (3,43 milioni dall’Hatayspor) e Samuel Gigot (500 mila euro dal Marsiglia).

Sul fronte delle cessioni, Loum Tchaouna è stato venduto al Burnley per 15,15 milioni e Nicolò Casale è stato riscattato dal Bologna per 6,5 milioni. Operazioni utili a generare liquidità, ma insufficienti a colmare un disavanzo di oltre 90 milioni. Per questo e per l’impossibilità di sostituire eventuali partenti il club ha respinto tutte le offerte per i giocatori più preziosi, da Mario Gila a Mattia Zaccagni, fino allo stesso Rovella, la cui clausola rescissoria da 50 milioni è scaduta a metà luglio.

Il blocco del mercato è scattato dopo la verifica della Covisoc sul bilancio intermedio al 31 marzo, che ha evidenziato il mancato rispetto di tutti e tre i parametri richiesti dalla FIGC: indice di liquidità (0,35 contro il minimo 0,7), indice di indebitamento (oltre la soglia di 1,2) e rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi (superiore al limite di 0,8).

Con tutti gli indicatori fuori norma, la Lazio non può tesserare alcun calciatore — nemmeno svincolati, giovani della Primavera o Under 23 — e non ha accesso nemmeno alle operazioni a saldo zero. L’unica strategia percorribile fino al prossimo controllo del 30 settembre è ridurre la rosa a 23-25 elementi, abbassando il monte ingaggi e incassando dalle cessioni.

Il presidente Claudio Lotito ha escluso la ricapitalizzazione, giudicata troppo onerosa, e punta a rientrare nei parametri per sbloccare il mercato a gennaio, quando le nuove regole UEFA renderanno più flessibile il sistema, concentrandosi solo sul rapporto costi/ricavi.






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